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Riaperte le indagini sulla Uno Bianca: l'esposto delle famiglie delle vittime chiede di cercare i mandanti

Riaperte le indagini sul caso della banda della Uno Bianca: si cerca un mandante legato alla strategia della tensione

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Riaperte le indagini sulla Uno Bianca. La procura di Bologna ha aperto un fascicolo dopo l’esposto delle famiglie delle vittime, depositato a maggio. L’obiettivo è verificare la presenza di alcuni mandanti, oltre agli esecutori materiali già condannati.

La nuova indagine sulla Uno Bianca

La procura di Bologna ha aperto un’indagine sulla banda della Uno Bianca, che tra la fine degli anni ’80 e l’inizio dei ’90 uccise 24 persone e ne ferì 114 tra Emilia Romagna e Marche.

La decisione è stata presa a seguito di un esposto di 250 pagine presentato a maggio dalle famiglie di alcune delle vittime della banda, rappresentate dagli avvocati Alessandro Gamberini e Luca Moser.

Uno Bianca indaginiFonte foto: ANSA
L’auto dei carabinieri attaccata dalla banda della Uno Bianca nel 1991

la decisione arriva ad oltre 30 anni dal periodo di maggiore attività della banda guidata dai fratelli Savi e a quasi 33 anni esatti dal 4 gennaio 1991, quando i criminali della Uno Bianca uccisero i giovani carabinieri Mauro Mitilini, Andrea Moneta e Otello Stefanini.

L’ipotesi sui mandanti

La nuova indagine non si concentrerà però su chi ha materialmente commesso i crimini. Tutti i responsabili sono infatti stati condannati durante i regolari processi che si sono svolti dopo gli arresti che hanno smantellato la banda.

Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa ‘AGI’ infatti, l’esposto che ha dato origine alle nuove indagini si concentrerebbe sulle ipotesi che i fratelli Savi facessero riferimento a dei mandanti legati alla cosiddetta strategia della tensione.

La strategia della tensione è una teoria politica che sostiene che gli attentati avvenuti in Italia durante gli anni ’70, soprattutto quelli legati al terrorismo di estrema destra, avessero lo scopo di destabilizzare lo Stato per favorire l’insediamento di un governo autoritario.

La storia della banda della Uno Bianca

La banda della Uno Bianca è stata un gruppo criminale attiva tra il 1987 e il 1994 nell’Italia centrale, tra Emilia Romagna e Marche. A guidarla erano tre fratelli, Alberto, Roberto e Fabio Savi, due dei quali erano poliziotti.

Commisero più di un centinaio di crimini, principalmente rapine, durante le quali uccisero 24 persone e ne ferirono 114. Il crimine più efferato ricondotto alla banda è la strage del Pilastro, avvenuta il 4 gennaio del 1991.

L’auto che trasportava i componenti della banda fu superata nel quartiere bolognese di Pilastro da una volante dei carabinieri che passava in quella zona per caso, il 4 gennaio del 1991.

Per paura che i militari li avessero avvicinati per vedere e registrare il numero di targa, i membri della banda della Uno Bianca li inseguirono e li uccisero. Tutte e 3 le vittime avevano poco più di 20 anni.

uno-bianca Fonte foto: ANSA
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