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Qatargate, eurodeputati a libro paga: la nuova pista e i sospetti degli investigatori di Bruxelles

Spuntano nuovi nomi legati al Qatargate, con la pista sul presunto caso di corruzione di diversi deputati del Parlamento Europeo

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Nel corso della prima udienza del Qatargate nella Camera di Consiglio del Tribunale di Bruxelles, sono emerse nuove informazioni sullo scandalo che ha coinvolto le istituzioni dell’Unione Europea.

La nuova pista del Qatargate: eurodeputati messi a libro paga

Tra le piste della procura federale di Bruxelles anche quella di diversi eurodeputati messi a libro paga dal Qatar per cambiare l’immagine dell’emirato in Occidente a ridosso dei Mondiali.

Le persone coinvolte nel presunto caso di corruzione non sarebbero dunque solo le quattro fermato nell’ambito dell’inchiesta portata avanti dai magistrati belgi.

Spuntano nuovi nomi dagli interrogatori: cosa dice la stampa estera

Si tratta dell’ex vicepresidente del Parlamento europeo Eva Kaili, dell’ex eurodeputato socialista Antonio Panzeri, di Francesco Giorgi e di Niccolò Figà-Talamanca.

I quattro sono accusati di aver ricevuto mazzette dal Qatar per “moderare” la posizione del Parlamento Europeo sul tema delle violazioni dei diritti umani nel Paese.

La stampa belga ha riportato anche il nome di un altro deputato, il socialista Marc Tarabella. Il suo coinvolgimento sarebbe uscito proprio nel corso di un interrogatorio con una delle quattro persone interrogate.

La prova che inchioda il traffico di soldi al Belgio: la prova

Secondo quanto riportato dal suo avvocato all’Afp, Eva Kaili non sarebbe stata a conoscenza dei soldi trovati a casa sua e non avrebbe alcuna relazione con quel denaro. La sua assistita sarebbe dunque “innocente“.

Nell’appartamento della donna sarebbero stati rivenuti 750 mila euro, 600 mila euro dei quali in una valigia portata a Bruxelles dal padre della politica greca.

A casa del compagno Francesco Giorgi, ad Abbiategrasso, in provincia di Milano, sarebbero stati trovati invece 20 mila euro in contanti.

Parte dei soldi sequestrati ad Antonio Panzeri ed Eva Kaili sarebbero stati emessi in Belgio. A dare la notizia è stato L’Echo. Questo particolare potrebbe rivelarsi fondamentale per le indagini.

Identificare la banca in cui sono state prelevate le possibili mazzette, potrebbe permettere di risalire al conto corrente e all’identità della persona che ha effettuato il prelievo.

deputati Fonte foto: ANSA
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