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Operai torturati dal datore di lavoro in Libano: martellate, elettroshock e acqua gelata

Un video diffuso sui social network mostra le sevizie subite da 16 braccianti in Libano da parte del datore di lavoro

Di: VirgilioNotizie | Pubblicato il:

Denudati, umiliati, presi a martellate e sottoposti a elettroshock per aver chiesto un aumento. È quanto mostra un video che sta facendo il giro della rete nelle ultime ora proveniente dal Libano, nel quale si vedono 16 operai, molti appena adolescenti, mentre vengono torturati dal datore di lavoro a Akura, a nord-est di Beirut.

Le torture agli operai, il caso

Secondo quanto riportato dal quotidiano libanese francofono L’Orient-Le Jour, il proprietario dell’azienda ortofrutticola libanese Charbel Tarabay seviziava i lavoratori, 13 siriani e 3 libanesi, prendendoli per ore a bastonate e martellate, fino a sottoporli a elettroshock soltanto perché questi avevano chiesto di essere pagati adeguatamente al termine di alcune settimane di lavoro.

Il caso è scoppiato quando il video delle torture subite dagli operai è diventato virale sui maggiori social network, provocando l’orrore degli utenti, fino ad attirare l’attenzione delle autorità.

La Procura generale ha concluso le indagini e ora l’uomo rischia fino a tre anni, con le accuse di sequestro di persona, torture e minacce aggravate dall’uso di armi.

Dalle indagini della polizia libanese è emerso che la vicenda ha avuto luogo nel distretto montagnoso di Jbeil, a nord-est di Beirut, dove gli operai agricoli lavoravano nella raccolta di ciliegie.

Secondo l’avvocato delle vittime dopo 17 giorni di lavoro Tarabay aveva pagato loro solo meno di otto giorni e davanti alle legittime richieste dei dipendenti, avrebbe inventato dei presunti furti per non retribuirli e sottoporli a maltrattamenti.

Il video delle sevizie

Nel video si vede il datore di lavoro percuotere i braccianti i mutande, allineati contro una parete e legati, con una patata in bocca in segno di derisione. In sottofondo alcuni complici dell’uomo lo incitavano a continuare a stordirli con getti di acqua gelata e scariche elettriche.

Le testimonianze

“Ha urlato accusandoci di avergli rubato i suoi occhiali da sole” è la testimonianza di un ragazzino di 12 anni, impiegato come bracciante.

“Gli abbiamo giurato che non c’entravamo. Ci ha ordinato di spogliarci e ci ha messo in fila contro il muro, mentre minacciava di accusarci di avergli rubato 100 milioni di sterline se non gli fossero stati restituiti gli occhiali” ha raccontato.

Un altro lavoratore ha riportato di violenza fisiche subite da lui e dal figlio ancora più gravi: “Le percosse sono piovute in tutte le direzioni, con un bastone, un cavo elettrico, un martello... – afferma un uomo di 49 anni, presente all’accaduto insieme a suo figlio di 11 – Ad un certo punto Laurence ha avuto sete e ha chiesto dell’acqua. I suoi torturatori lo hanno inzuppato con un secchio di acqua ghiacciata, poi lo hanno punzecchiato con delle scosse elettriche”.

operai-torturati-libano Fonte foto: Screenshot L'Orient-le-jour
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