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Giorgia Meloni risponde alle polemiche per il post di La Russa sul Msi e assicura: "Parteciperò al 25 aprile"

La premier ha affrontato il dibattito suscitato dal post celebrativo sulla nascita del Movimento sociale italiano pubblicato dal presidente del Senato

Di: VirgilioNotizie | Pubblicato il:

Nella lunga conferenza stampa di fine anno Giorgia Meloni ha toccato diversi punti cruciali per il mandato del suo Governo, dal presidenzialismo al Fondo salva stati, dal Covid alla Guerra in Ucraina. Tra i diversi argomenti affrontati dai giornalisti in sala, la presidente del Consiglio si è soffermata anche sulla recente polemica suscitata dal post celebrativo pubblicato dal presidente del Senato, Ignazio La Russa, e dalla sottosegretaria alla Difesa Isabella Rauti, sull’anniversario della nascita del Movimento sociale italiano.

 La risposta di Meloni alle polemiche sul Msi

Rispondendo alle domande dei cronisti, la premier ha detto che quello sul Msi “è un dibattito che mi ha molto colpito. Credo che il Msi sia un partito che abbia avuto un ruolo molto importante nella storia della Repubblica, quello di traghettare verso la democrazia milioni di italiani usciti sconfitti dalla guerra. È stato il partito della destra repubblicana – ha aggiunto – pienamente presente nelle dinamiche democratiche di questa nazione, che è arrivato al governo prima del congresso che lo trasformò in An. È stato un partito della destra democratica, dell’Italia democratica e repubblicana”.

“Non mi torna questo eterno gioco al rilancio per cui si deve sempre cancellare di più – ha dichiarato Meloni. Il Msi, per esempio, è stato un movimento sempre chiarissimo sul tema della lotta all’antisemitismo. È una comunità che ha fatto il suo percorso: oggi alcuni esponenti del governo, delle massime cariche dello Stato vengono da quell’esperienza, ci sono arrivati con un voto democratico. Vuol dire che la maggioranza degli italiani non considerava quella storia impresentabile“, ha poi aggiunto la premier, sgombrando infine ogni dubbio sulla sua presenza alle celebrazioni del 25 aprile, alle quali spesso i rappresentati di Fratelli d’Italia non hanno preso parte.

La risposta è sì“, ha detto quindi la premier.

Il presidenzialismo

Tra i molti temi trattati durante la conferenza, la presidente del Consiglio ha messo ai primi posti il tema della riforma del presidenzialismo, definito una “priorità” che punta a realizzare “entro questa legislatura”.

Può solo fare bene all’Italia, consente stabilità e governi frutto di indicazioni popolari chiare – ha detto Meloni. Sono sempre partita dal sistema francese non perchè sia il mio preferito ma quello più condiviso, penso a una riforma condivisa “.

“Sullo strumento, bene Bicamerale se utile, altrimenti è dilatorio – ha spiegato. Entro gennaio colloqui tra Casellati e opposizione: quindi decideremo. Non escludo iniziativa del governo, ma se è più coinvolgente nessun problema a partire dal parlamento. Vorrei fosse mia eredità”.

Giorgia Meloni risponde alle polemiche per il post di La Russa sul Msi e assicura: "Parteciperò al 25 aprile"Fonte foto: ANSA
Giorgia Meloni durante la tradizionale conferenza di fine anno dedicata al presidente del Consiglio

La conferenza di Meloni: dal Covid alla guerra in Ucraina

La presidente del Consiglio ha commentato anche la Legge di Bilancio appena approvata dopo le molte critiche per il ritardo si tempi: “La manovra è stata approvata un giorno in anticipo rispetto a quelle degli ultimi due anni”, ha affermato Meloni. “Mi fido dei miei alleati al governo. A di là dei dibattiti naturali all’interno di una maggioranza, e delle sfumature diverse nei programmi dei singoli partiti, c’è visione comune”, ha detto ancora.

Altro punto dibattuto è la decisione sull’accesso dell’Italia al Fondo salva stati, sul quale Giorgia Meloni tiene il punto: ” Credo che sul Mes la ratifica sia secondaria: il tema è che, atteso che l’Italia non accederà mai al Mes sinché io conto qualcosa, temo che nemmeno gli altri accederanno – ha detto la premier. Dopo la Grecia non è stato attivato da nessuno. Che la riforma vada in porto o meno credo che quel fondo non verrà utilizzato. Ha condizioni troppo stringenti, è un creditore priovilegiato, produce problemi significativi di spendibilità dei tuoi titoli di stato, ti si alzano i tassi di interesse. Noi siamo nella posizione di tenere bloccati di decine di miliardi quando servono soldi? No. Ma vorrei capire se esistono i margini che piuttosto che ratificare una riforma, lavorare a qualcosa di diverso, con condizionalità diverse e magari con obbietivi più centrati. A questo dedicherò il mio lavoro nelle prossime ore”.

Anche sulla guerra in Ucraina la presidente del Consiglio ha mantenuto la posizione del Governo italiano: “Confermo che storicamente i rapporti culturali con la Russia sono antichi e solidi, infatti ho difeso la scelta della Scala di dedicare la sua ‘prima’ a un’opera russa. Le scelte del governo russo non devono ricadere sul suo popolo e sui suoi cittadini – ha dichiarato Meloni – voglio distinguere le due cose ma quelle scelte ci sono, sono di violazione del diritto internazionale che se fossero accettare farebbero crollare la costruzione della legalità internazionale. Temo che il principio di chi con l’uso della forza possa invadere il vicino sia poco conveniente per tutti. Per noi è inaccettabile: a noi può mancare il turismo russo, i turisti in Russia, ma ci sono cose che non si possono piegare ai nostri desideri. Spero che la Russia fermi questa inaccettabile guerra di aggressione: sino a quando non accadrà noi non ci fermeremo”.

La premier Meloni ha anche affrontato il problema dell’esplosione dei casi di Covid in Cina, che ha portato il ministro della Salute a disporre un’ordinanza con l’obbligo di tampone per gli arrivi dal Paese asiatico: “Ci aspettiamo che l’Ue voglia operare in questo senso –  ha detto. Abbiamo bisogno di capire se quello che sta arrivando è coperto dai vaccini o no. Dei primi casi sequenziati di Covid su persone provenienti dalla Cina 15 sono di variante Omicron, già presente in Italia, e questo dovrebbe essere abbastanza tranquillizzante. Il caso cinese lo dimostra: lavoro su responsabilità e non coercizione: situazione abbastanza sotto controllo”.

giorgia-meloni Fonte foto: ANSA
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