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Funivia Mottarone, la prima drammatica telefonata: cosa è emerso

L'audio della telefonata dopo la tragedia del Mottarone: rivelati i primi concitati momenti dei soccorsi

È stato diffuso l’audio della prima telefonata dopo la tragedia della funivia del Mottarone. Poco dopo le 12 di domenica 23 maggio, il 118 ha comunicato alla centrale dei carabinieri di Verbania di aver avuto la segnalazione di un incidente alla funivia di Stresa. In quegli attimi concitati, come si può ascoltare dall’audio reso disponibile dalla Stampa, gli operatori sono riusciti a indirizzare le forze dell’ordine sulla montagna del Lago Maggiore.

“È caduta una cabina della funivia a Stresa, si è schiantata in cima al Mottarone, che casino…che casino“, queste le parole contenute nell’audio della telefonata pubblicata dalla Stampa. Nel reperto si sente l’operatrice del 118 parla con i carabinieri di Verbania.

“Al momento so che è caduta la cabina di una funivia ma non so dove“, ha riferito nel corso della telefonata un militare a un collega mentre sempre in linea con il numero di emergenza attende altri dettagli.

“Pare che la cabina sia caduta in mezzo al bosco e non sia neanche raggiungibile da un mezzo via terra, all’interno c’erano almeno sei persone non sappiamo le condizioni sicuramente sono gravissime”, sono queste le ultime parole della donna che insieme alla squadra del 118 coordinerà l’intervento dei soccorsi.

Il bilancio di domenica 23 maggio, alla fine, è di 14 morti e di un bambino di 5 anni – il piccolo Eitan – ancora ricoverato in ospedale a Torino.

Così, mentre le equipe mediche si concentravano nell’area del disastro, i carabinieri hanno potuto anche a bloccare l’accesso a tutte le stazioni della funivia evitando che qualcuno possa entrare a manomettere o asportare qualcosa.Per questo stati salvaguardati tutti gli impianti di videosorveglianza, fondamentali nella ricostruzione dei fatti.

VirgilioNotizie | 08-06-2021 20:52

Incidenti in funivia, dal Cermis al Mottarone: i più gravi Fonte foto: ANSA
Incidenti in funivia, dal Cermis al Mottarone: i più gravi
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