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Esplosione palazzina, la drammatica telefonata del carabiniere

Roberto Borlengo, carabiniere ferito nell'esplosione, ha chiamato la centrale operativa per chiedere aiuto

Dolore, rabbia e commozione a Quargnento, in provincia di Alessandria, dove la scorsa notte tre vigili del fuoco hanno perso la vita a seguito dell’esplosione di una palazzina. Le vittime sono i vigili del fuoco esperti Matteo Gastaldo e Marco Triches e il vigile del fuoco Antonino Candido.

Nell’esplosione sono rimasti feriti il caposquadra dei Vigili del fuoco Giuliano Dodero, il vigile Luca Trombetta e il carabiniere Roberto Borlengo. È stato proprio Borlengo, secondo quanto riferito dall’Ansa, in una chiamata a guidare i soccorritori per essere tratto in salvo da sotto le macerie.

Una telefonata drammatica quella tra il carabiniere e la centrale operativa: “Fate in fretta perché qui è crollato tutto, stiamo morendo…“. Borlengo, prima di essere tratto in salvo dai soccorritori, aveva anche affidato un compito ai colleghi: “Se mi va male dì ai miei che gli voglio un sacco di bene”. Ma il collega, che è rimasto per tutto il tempo al telefono con lui, lo aveva rassicurato: “Stai tranquillo Roberto, non si parla di queste cose”.

Esplosione palazzina, le parole di un collega delle vittime

Matteo Gastaldo, Marco Triches e Antonino Candido erano intervenuti dopo una deflagrazione dovuta probabilmente a una fuga di gas, che aveva fatto crollare parte della palazzina. Ma mentre i soccorritori erano a lavoro, si è verificata una seconda esplosione che li ha investiti ed uccisi.

Il vigile del fuoco Daniele Appiano, amico e collega dei tre, ai microfoni dell’Ansa ha ricordato le vittime: “Tre bravissimi ragazzi, diversi fra loro ma molto affiatati, perché i vigili del fuoco sono una grande famiglia. Conoscevo Matteo e Marco da una vita, Antonio invece era il più giovane, timido e taciturno, ma anche con lui c’era un ottimo rapporto”.

Tutti e tre sposati, Matteo aveva una bambina, Marco un bambino. Alessandrini doc, il primo era di Gavi mentre il secondo di Valenza. “Loro erano al comando da dieci anni Antonio, calabrese, era arrivato da un anno e mezzo, ma si era integrato alla perfezione” ha raccontato Appiano.

Poi su Gastaldo, tifoso sfegatato del Torino, ha ammesso: “Domenica ha urlato tutto il giorno per il rigore non dato alla sua squadra per il fallo di mano di de Ligt”.

Eravamo una famiglia, una ‘banda’, ne fanno parte tutti i 20 che compongono il turno. Il nostro è un lavoro di equipe, l’affiatamento è fondamentale e tra noi c’era, perché ogni volta che esci per un servizio sai che hai bisogno degli altri per fare bene il tuo lavoro” ha spiegato Daniele che ha poi ammesso: “L’ultimo intervento importante l’abbiamo fatto meno di una settimana fa, per l’ondata di maltempo, abbiamo lavorato 24 ore consecutive”.

Marco Triches, aveva all’attivo numerose missioni in tutta Italia, compreso il terremoto ad Arquata del Tronto. Il primo cittadino del paese marchigiano Aleandro Petrucci, sentito da Ansa, si è detto colpito dalla tragedia: “Quanto è successo a lui e agli altri suoi colleghi morti in maniera così assurda mi addolora profondamente e a nome di tutta la comunità di Arquata voglio porgere le condoglianze alle famiglie colpite da questo terribile lutto”.

VIRGILIO NOTIZIE | 05-11-2019 21:05

Esplode un edificio: morti 3 pompieri. Chi erano le vittime Fonte foto: Ansa
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