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Def, le nuove stime del governo: pil giù dell'8% nel 2020

Secondo la bozza del Documento di economia e finanza il deficit italiano arriverà al 10,4%

Nel 2020 il Pil dell’Italia scenderà di otto punti percentuali e crescerà poi del 4,7% nel 2021. Il deficit invece arriverà al 10,4%, per poi scendere al 5,7% nel 2021. Così, stando all’Ansa, il governo ha stimato l’impatto della pandemia sull’economia italiana. Le cifre sono contenute nella bozza del Documento di economia e finanza che approderà domani mattina sul tavolo del Consiglio dei ministri.

“La Relazione al Parlamento – si legge nella bozza – incrementa la deviazione temporanea di bilancio a ulteriori 55 miliardi in termini di indebitamento netto (pari a circa 3,3 punti percentuali di Pil) per il 2020 e 24,6 miliardi a valere sul 2021 (1,4 per cento del Pil)”. Le risorse serviranno a “coprire le esigenze finanziarie per il Decreto con le misure urgenti di rilancio economico e a completamento del pacchetto di risposta all’emergenza sanitaria”.

Nel testo si sottolinea che a inizio anno a causa dell’epidemia di coronavirus c’è stata una “caduta senza precedenti nella storia” dell’attività economica dal “periodo postbellico”.

Le misure anti-coronavirus “dovranno restare in vigore per un congruo periodo di tempo e la pandemia ha nel frattempo investito i principali Paesi partner commerciali dell’Italia”: quindi “l’economia ne verrà fortemente impattata per diversi mesi e dovrà probabilmente operare in regime di distanziamento sociale e rigorosi protocolli di sicurezza per alcuni trimestri”.

Lo scenario post pandemia contenuto nella bozza indica anche per quest’anno una contrazione dell’occupazione per numero di occupati del 2,1% e l’aumento del tasso di disoccupazione dal 10% del 2019 all’11,6% del 2020.

Nella bozza si legge che la previsione di crescita del 4,7% del Pil nel 2021, dopo il crollo del 2020, è stata fatta sull’ipotesi che “dal primo trimestre del 2021 si renda disponibile su larga scala un vaccino contro il Covid-19 e che ciò dia luogo ad un’ulteriore ripresa dell’attività economica”.

In caso di un nuovo peggioramento della situazione sanitaria e delle conseguenti chiusure, si registrerebbe una “contrazione media più accentuata del Pil (-10,6 per cento in media d’anno sui dati grezzi), ma anche un effetto di trascinamento negativo” sul prossimo anno, con il Pil del 2021 che crescerebbe solo del 2,3%.

“Il debito pubblico dell’Italia – si legge nella bozza –  è sostenibile e il rapporto debito/Pil verrà ricondotto verso la media dell’area euro nel prossimo decennio, attraverso una strategia di rientro che oltre al conseguimento di un congruo surplus di bilancio primario, si baserà sul rilancio degli investimenti, pubblici e privati, grazie anche alla semplificazione delle procedure amministrative”.

Il documento individua nel “contrasto all’evasione fiscale e le imposte ambientali, unitamente ad una riforma della tassazione che ne migliori l’equità e ad una revisione organica della spesa pubblica”, i pilastri della strategia di riduzione del rapporto debito/Pil nei prossimi dieci anni.

VirgilioNotizie | 23-04-2020 22:37

Coronavirus, il grafico della Protezione civile del 23 aprile Fonte foto: Ansa
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