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Covid, "la strada giusta" per uscire dalla pandemia: parla Vaia

Il professor Vaia dell'Istituto Spallanzani di Roma ha fatto il punto sulla situazione in Italia, che avrebbe trovato la chiave contro il virus

Di: VirgilioNotizie | Pubblicato il:

Sono rassicuranti i numeri che arrivano dagli ospedali, specie se confrontanti con quelli del 2020. Lo riferisce Francesco Vaia, diretto sanitario dell’Istituto Spallanzani di Roma, che precisa che adesso ci sono “una quarantina di ricoveri Covid in area medica e 7 in terapia intensiva. L’anno scorso erano il doppio, e i dati erano in crescita mentre ora la curva vira decisamente in discesa. E i malati Covid in intensiva sono qui da mesi”.

“Siamo in questa situazione grazie al vaccino, alla scienza”, ha spiegato. “Il Green pass è stato ingiustamente e impropriamente visto come una coercizione. Non è così. Il pass è uno strumento utile, una misura di salvaguardia”.

Proprio la certificazione verde sarebbe dietro l’improvviso aumento delle prime dose effettuate nei giorni scorsi. “Stiamo uscendo dalla pandemia” grazie a “vaccini efficaci”, che sono stati messi a punto “in tempi strettissimi”.

Bisogna ringraziare i “milioni di italiani che si sono vaccinati perché hanno capito che questa è l’unica via per fermare il coronavirus. Anche gli studi più recenti dimostrano come i vaccinati possono trasmettere il Covid ma hanno una carica virale talmente bassa che in ogni caso non ci si ammala”.

Rimane il nodo sui tanti lavoratori che hanno ricevuto, nei Paesi dell’Est, il vaccino russo Sputnik. Molti pensano che andrebbe riconosciuto anche per il Green pass, ma “non vanno scavalcate le agenzie che autorizzano i farmaci”.

Tuttavia “si deve trovare una soluzione anche provvisoria per quei lavoratori che si sono vaccinati all’estero. Per San Marino è stata decisa la proroga, penso si possa fare lo stesso per i diplomatici e i collaboratori familiari”.

Chi scende in piazza contro il Green pass ha il “diritto di protestare in modo civile per difendere le proprie idee. Ma il fatto che tu non vuoi vaccinarti non può ricadere in modo negativo sugli altri”.

“Io sono vaccinato e ho diritto di andare al cinema, allo stadio o a teatro con la certezza che chi sta vicino a me è protetto nello stesso modo. La libertà di non vaccinarsi non può mettere a repentaglio la salute degli altri“, ha sottolineato il professor Francesco Vaia.

Non abbiamo assistito quest’anno al temuto effetto scuola dopo il ritorno in aula di milioni di bambini e ragazzi. “È la dimostrazione di quello che ho sempre detto. Se si vaccinano tutti gli adulti, i professori ed il personale amministrativo insieme agli studenti sopra i 12 anni comunque la situazione resterà sotto controllo“.

Per ora il vaccino anti Covid per i bambini non sarebbe necessario secondo il medico. “Non sono un pediatra, e non escludo il vaccino per i più piccoli. Ma non ritengo urgente immunizzare anche gli under 12”, considerando la situazione attuale.

L’ideale “sarebbe il 100%” di popolazione vaccinata. Altri esperti parlano del 90%, ma per Francesco Vaia non si deve “rincorrere un numero magico, ricadendo nell’ansia e nella paura”.

“Credo che l’Italia abbia indicato quale deve essere la strada da seguire: gradualità, aperture progressive, cautela. Teniamo ancora la mascherina quando siamo al chiuso con persone che non conosciamo, manteniamo se necessario il distanziamento“, ha ricordato.

Aprire tutto senza limiti è un errore e basta guardare al Regno Unito”, con una nuova ondata fuori controllo, “per capire che la chiave della ripartenza è la gradualità. Altrimenti si torna indietro come nel gioco dell’oca“.

Per quanto riguarda la terza dose, l’esperto ritiene che sia una giusta misura per i fragili. Anche se “dobbiamo sostenere l’alternativa per chi non risponde al vaccino, ovvero gli anticorpi monoclonali messi a punto dall’Istituto Spallanzani insieme al team di Rino Rappuoli”.

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