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C'è un errore nella targa Federico di Svevia: refuso o ignoranza?

La lapide commemorativa della Battaglia di Parma voluta dalla giunta Pizzarotti presenta un errore clamoroso, insorge la Lega

A volte basta una lettera al posto sbagliato o scambiata per un’altra per creare un caso. Che da locale diventa nazionale. Che da semplice refuso può indurre a pensare all’ignoranza. E’ quello che è successo a Parma dove l’errore clamoroso sulla targa commemorativa della Battaglia di Parma sta facendo discutere, e tanto.

Federico II di Svevia è diventato di Svezia. Su uno dei portoni d’ingresso della sala del consiglio comunale di Parma si è deciso di porre una lapide commemorativa in ricordo della Battaglia di Parma, avvenuta il 18 febbraio 1248 in cui il popolo parmense riuscì a sconfiggere l’esercito di Federico II di Svevia. Fin qui la storia. Ma è destinata a diventare storia anche quella che si è consumata quando la targa è stata scoperta: invece di “Svevia” è stato scritto e si legge “Svezia”.

Un errore imperdonabile che non è passato inosservato agli occhi dei più, diventato virale in rete. E specialmente agli occhi attenti dell’opposizione. La Lega infatti ha postato un commento a metà tra il veleno e l’ironia: «Oggi a Parma la cultura con la “Q” maiuscola. Il sindaco Pizzarotti quando legge #Federico inciso nel marmo va in confusione. Pensa si parli sempre di lui. Ma perché la targa è stata inaugurata oggi se il 770° anniversario era nel 2018? Ci hanno messo 2 anni a cercare la Svevia prima di ripiegare sulla Svezia?»

Un pasticcio che in realtà, come detto, era stato scoperto già all’atto dello svelamento della targa. Il sindaco Federico Pizzarotti l’ha buttata sul ridere: «Svezia a parte, la lapide è molto bella – come si legge sulla Gazzetta di Parma – la correggeremo con un po’ di stucco». Mentre il presidente del Consiglio comunale Alessandro Tassi Carboni ha provato, senza riuscirci, a scaricare la colpa sulla commissione toponomastica: Ci ha approvato il testo. Me ne scuso. Verificheremo che non sia stato trascritto male dal marmista. In ogni caso lo sistemeremo al più presto».

Ha rispedito al mittente le accuse Italo Comelli, presidente dell’Università popolare e componente della commissione toponomastica: «Quando ci è stato sottoposto il testo abbiamo visto l’errore e lo abbiamo messo a verbale, proprio per evitare errori».

E dire che, come sottolinea la Lega, oltre all’errore chiaro, evidente e anche un po’ ingenuo sulla parola Svevia/Svezia, sono anche i tempi sbagliati. La ricorrenza della battaglia di Parma, nel suo 770° anno, è caduta due anni fa, nel 2018, e non quest’anno come invece farebbe credere la scelta della giunta di festeggiare solo ieri la ricorrenza.

VIRGILIO NOTIZIE | 19-02-2020 16:33

parma Fonte foto: Ansa/Facebook
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