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Anticorpi monoclonali agli under 12 per curare il Covid, l'ok della Fda: autorizzazione in emergenza negli Usa

La Fda ha autorizzato negli Stati Uniti l'uso in emergenza dei monoclonali in pazienti pediatrici e neonati

Di: VirgilioNotizie | Pubblicato:

Negli Stati Uniti gli anticorpi monoclonali potranno essere utilizzati per curare il Covid anche nei bambini sotto i 12 anni. L’autorizzazione è arrivata dalla Food and Drug Administration (Fda) l’Ente del farmaco americanoche ha ampliato l’uso di emergenza del farmaco anche ai neonati contagiati dal Sars-CoV-2 e in età pediatrica. Si tratta del primo via libera per questo tipo di trattamento agli under 12. A rivelarlo è stata una delle principali aziende produttrici dei monoclonali, la Eli Lilly che in Italia ha spostato alcuni delle fasi di sviluppo del farmaco.

Anticorpi monoclonali agli under 12 per curare il Covid, l’ok della Fda: l’annuncio dell’azienda

Sul suo sito la casa farmaceutica ha annunciato che “questa espansione permette a bamlanivimab ed etesevimab di essere somministrati insieme in pazienti pediatrici ad alto rischio per il trattamento del Covid-19 e per la profilassi post-esposizione”.

“Con la decisione della Fda di consentire l’uso di bamlanivimab con etesevimab nei bambini e nei neonati, Lilly può ora offrire opzioni di trattamento e prevenzione a individui ad alto rischio di qualsiasi età”, ha dichiarato Daniel Skovronsky, M.D., Ph.D., responsabile scientifico e medico di Lilly e presidente di Lilly Research Laboratories.

Anticorpi monoclonali agli under 12 per curare il Covid, l’ok della Fda: i dati

“Nessun soggetto pediatrico è morto o ha richiesto l’ospedalizzazione a causa di Covid-19”, ha precisato l’azienda. Gli studi clinici di fase 2 e 3 sui neonati e soggetti di età sotto i 12 anni, hanno dimostrato che il tempo mediano per la scomparsa dei sintomi per questi pazienti è di 7 giorni per il trattamento con bamlanivimab e di 5 giorni con etesevimab.

Secondo quanto riportato dalla multinazionale, la somministrazioni del mix dei due anticorpi monoclonali, manterrebbero l’attività di neutralizzazione già contro la variante Delta e “Lilly sta lavorando celermente per capire l’attività di neutralizzazione delle nostre terapie sulla variante Omicron“.

Ad oggi sono oltre 700mila i pazienti trattati con bamlanivimab ed etesevimab. Il primo è un anticorpo monoclonale (mAb) umano IgG1 ricombinante e neutralizzante diretto contro la proteina spike del Sars-CoV-2 progettato da Lilly e AbCellera per bloccare l’attacco virale e l’ingresso nelle cellule umane.

L’anticorpo è stato identificato da un campione di sangue prelevato da uno dei primi pazienti statunitensi guariti dal Covid-19.

Etesevimab (LY-CoV016, noto anche come JS016) è invece un anticorpo monoclonale ricombinante completamente umano neutralizzante, che si lega specificamente al dominio di legame del recettore della proteina spike di superficie del Sars-CoV-2 con alta affinità e può bloccare il legame del virus al recettore di superficie della cellula ospite ACE2 recettore di superficie della cellula ospite.

Covid, anticorpi monoclonali: cosa sono, come funzionano Fonte foto: ANSA
Covid, anticorpi monoclonali: cosa sono, come funzionano
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