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Vaccini in ritardo, l'impatto su immunità di gregge: gli scenari

Tagli e ritardi sulle forniture andranno a rallentare le vaccinazioni: gli scenari su quando si raggiungerà l'immunità di gregge

Il taglio delle dosi del vaccino contro il Covid destinate all’Italia e ai Paesi europei e il rallentamento delle consegne preoccupano il governo e i responsabili della campagna vaccinale. Tanto da indurre il premier Giuseppe Conte a minacciare iniziative legali contro le case farmaceutiche per “rivendicare il rispetto degli impegni contrattuali”.

Dapprima Pfizer-BioNtech ha comunicato un rallentamento della distribuzione ai Paesi europei delle dosi di vaccino già programmate. Poi AstraZeneca, il cui vaccino dovrebbe venire approvato dall’Ema la prossima settimana, ha annunciato una riduzione delle forniture che verranno distribuite nel primo trimestre dell’anno.

A preoccupare è soprattutto il vaccino di AstraZeneca, che nel piano Ue costituisce la parte più consistente delle dosi nella prima parte della campagna (all’Italia sono destinate in totale 40 milioni di dosi). Per il primo trimestre era prevista una fornitura di 16 milioni di dosi, poi ridotta a 8. Sabato è stato annunciato il nuovo taglio, scendendo a a 3,4 milioni.

Tagli e riduzioni che ovviamente andranno ad impattare sulla campagna vaccinale in atto. Il commissario all’emergenza coronavirus Domenico Arcuri ha spiegato che nei primi tre mesi dell’anno avremo solo 15 milioni di dosi, poco più della metà rispetto a quelle previste dal piano vaccinale.

Immunità di gregge, gli scenari

Un piano vaccinale ambizioso quello messo a punto dal governo, che prevede di raggiungere l’immunità di gregge, con il 70% degli italiani vaccinati contro il Covid-19, a settembre. Una tabella di marcia stilata con la speranza che tutto fili liscio, a partire dall’approvazione in tempi rapidi dei vaccini di AstraZeneca e Johnson&Johnson. E che dovrà ora essere rivista.

Alla luce dei ritardi annunciati e dei possibili intoppi che potrebbero presentarsi nei prossimi mesi quell’obiettivo appare ora difficilmente raggiungibile. Secondo quanto riporta il Corriere della Sera, gli scenari possibili sono tre, ma più realisticamente due.

Il primo ci riporterebbe sui binari previsti, con la fine della campagna vaccinale a settembre, ma appare estremamente difficile che si realizzi: è necessario infatti che le case farmaceutiche riescano a ripristinare le forniture promesse inizialmente e a compensare i ritardi.

Sembra molto più probabile che i tagli vengano confermati. In questo caso, se non ci saranno altri grandi intoppi, le vaccinazioni dovrebbero subire solo qualche settimana di ritardo, permettendo di raggiungere l’immunità entro la fine dell’anno.

Il terzo scenario è il peggiore: altri tagli e ritardi si accumulano a quelli già noti, allungando di mesi i tempi della campagna vaccinale. In questo caso si riuscirebbe a vaccinare il 70% degli italiani solo nel 2022.

VirgilioNotizie | 24-01-2021 10:51

Vaccini, chi ne fa di più? I dati, la 'classifica' delle regioni Fonte foto: ANSA
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