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Vaccini Covid, Pfizer ammette: "Non abbiamo fatto test per fermare i contagi, nessuno ce l'ha chiesto"

Il vaccino anti Covid Pfizer non è stato mai testato per fermare i contagi. Lo ammette Janine Small, alta funzionaria dell'azienda farmaceutica

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Il vaccino anti Covid-19 Pfizer non è stato testato per fermare i contagi. Non è una rivelazione giornalistica, ma l’ammissione di Janine Small, responsabile per i mercati internazionali della multinazionale farmaceutica.

Il vaccino anti Covid Pfizer “non è stato testato per prevenire l’infezione” anche perché “nessuno ce lo ha chiesto” e in ogni caso “non c’era tempo”.

Sono le testuali parole pronunciate da Janine Small nel corso dell’audizione tenuta lunedì 10 ottobre al Parlamento europeo.

Janine Small è stata sentita dopo il rifiuto di Albert Bourla, presidente e amministratore delegato di Pfizer, di rilasciare dichiarazioni alla commissione d’inchiesta istituita da Bruxelles per indagare sulla trattativa riservata per una partita di vaccini.

Vaccino per il vaiolo delle scimmieFonte foto: IPA

La vicenda vede uno scambio di sms fra Albert Bourla e la Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Gli sms sono stati inviati e poi cancellati.

Per tale vicenda Ursula von der Leyen è stata censurata dalla Corte dei conti dell’Ue.

Vaccinarsi non ferma il contagio

Vaccinarsi non rende immuni dal contagio. Secondo gli ultimi dati diffusi dall’Istituto superiore di sanità essersi sottoposti al ciclo vaccinale con tre dosi riduce di appena il 10% il rischio di contrarre l’infezione.

I vaccini proteggono dall’infezione grave

Ciò in cui i vaccini sono invece efficaci è proteggere i pazienti dalla malattia grave e dalle sue complicanze: i decessi attribuiti al Covid fra le persone non vaccinate sono 6,4 volte di più che fra chi si è inoculato i tre vaccini.

Questo aiuta anche a diminuire la pressione sulle terapie intensive degli ospedali. Per tale motivo le autorità sanitarie spingono oggi per somministrare la quarta dose ad anziani e soggetti deboli.

Una consapevolezza ribadita da numerosi studiosi, fra i quali Roberto Burioni. Nel corso dell’ultima puntata di ‘Che tempo che fa’ Burioni ha ammesso di avere il Covid, ma di non avere sintomi gravi grazie al fatto di aver effettuato la quarta dose.

Vaccini Covid, il caso von der Leyen

Janine Small ha infine negato l’esistenza di uno scambio di sms fra Ursula von der Leyen e il suo capo Albert Bourla.

Quelle comunicazioni sono ritenute dalla Commissione ascrivibili al negoziato messo in atto dalla Presidente von der Leyen con Pfizer per la fornitura di 900 milioni di dosi di vaccini, senza il coinvolgimento dei rappresentanti nazionali dei vari stati europei e gli esperti, più l’opzione mai attivata per altri 900 milioni di dosi.

Tale negoziato ha portato a un eccesso di vaccini nei paesi dell’Unione.

 

 

 

vaccini-varianti Fonte foto: ANSA
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