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Umbria, no aborto in day hospital: necessari ricoveri di 3 giorni

In Umbria non sarà più possibile ricorrere all'aborto farmacologico in day hospital

Una delibera della Regione Umbria stabilisce che le donne che vorranno sottoporsi all’interruzione della gravidanza dovranno programmare un ricovero di tre giorni. Non sarà più possibile ricorrere all’aborto farmacologico in day hospital.

La presidente della Regione Umbria Donatella Tesei ha fatto sapere in una nota riportata dall’Ansa: “La scelta di aderire alla legge nazionale in merito all’interruzione di gravidanza volontaria non va nella direzione ideologica o conservatrice, ma è spinta da un intento di tutela della salute della donna”.

“Non si vuole rendere più difficile e ad ostacoli la pratica in questione, ma la si vuole invece rendere più sicura, nel rispetto e nella tutela dei diritti acquisiti e delle scelte personali, che non sono in discussione”, ha precisato Tesei.

La decisione ha scatenato una serie di reazioni, incontrando il favore di alcuni e le critiche di altri. È il caso di Nicola Fratoianni, portavoce nazionale di Sinistra Italiana, che ha affermato: “La giunta regionale dell’Umbria guidata dalla leghista Tesei ha cancellato la possibilità di scegliere l’aborto farmacologico in day hospital o a domicilio. In Umbria insomma si torna indietro costringendo le donne a 3 giorni di ricovero ospedaliero”.

“È una scelta che comporta tre cose – ha precisato l’esponente di Leu – la riduzione della libertà di scelta, un attacco violento alla privacy e in piena pandemia anche l’esposizione delle donne ad un rischio più alto di contagio. Tre conseguenze, folli, ideologiche e oscurantiste. Anche la Società Italiana di ginecologia e ostetricia ha chiesto il contrario”.

“Una presidente contro le donne, contro la scienza e contro il buonsenso è una presidente pericolosa per tutti, uomini e donne”, ha concluso Fratoianni.

Di tutt’altro avviso il senatore leghista Simone Pillon: “La giunta umbra ha agito con buonsenso, garantendo la piena tutela della salute delle donne. La decisione sull’aborto farmacologico è pienamente conforme alle linee guida del ministero, che precisano come sia ‘fortemente sconsigliata la dimissione volontaria contro il parere dei medici prima del completamento di tutta la procedura, perché in tal caso l’aborto potrebbe avvenire fuori dall’ospedale e comportare rischi’. Questi sono i fatti, tutto il resto è sterile polemica e ideologia”.

VirgilioNotizie | 15-06-2020 20:44

donatella-tesei-2 Fonte foto: ANSA
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