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Delitto del Lago Omodeo, il racconto di Christian Fodde

I verbali degli interrogatori sull'omicidio del diciottenne Manuel Careddu: "Non urlava. Lo ho colpito con una piccozza"

Emergono i verbali degli interrogatori dei ragazzi arrestati per il delitto del Lago Omodeo, dove ha perso la vita il diciottenne Manuel Careddu di Macomer (Nuoro). Ansa riporta quanto pubblicato dal quotidiano La Nuova Sardegna. Le ultime parole di Manuel sarebbero state, allora, “Mi ha infamato lei”, con riferimento alla minorenne, attualmente in un carcere minorile del Lazio, fidanzata di Christian Fodde, 20 anni, di Ghilarza (Oristano), ritenuto essere l’esecutore del delitto.

Nel racconto reso da quest’ultimo al procuratore di Oristano Ezio Domenico Basso, al sostituto Andrea Chelo e ai carabinieri, risalente a metà ottobre, al momento dell’arresto, questi avrebbe riferito di aver attirato la vittima con una trappola, prima di ucciderlo usando una piccozza che aveva nascosto sotto la felpa. L’omicidio sarebbe stato commesso con la collaborazione di altri arrestati, in particolare Riccardo Carta, riferito essere colui che teneva la vittima bloccata a terra. Del branco faceva parta anche un minorenne, del quale, però, nell’interrogatorio, Fodde riferirebbe che si è rifiutato di legare la vittima e poi anche di colpirlo: “L’ho colpito solo io” è la dichiarazione riportata da Ansa. E ancora, si apprende che la vittima “non urlava”.

Intanto un altro giovane, Nicola Caboni, coinvolto successivamente nelle indagini perché accusato di aver aiutato il branco a nascondere il corpo, ha già patteggiato una pena di quattro anni per soppressione di cadavere. Sono state sei le persone complessivamente indagate. Il processo inizierà il prossimo 10 giugno.

VirgilioNotizie | 12-04-2019 11:03

omicidio-lago-omodeo Fonte foto: ANSA
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