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Salvini al citofono, cosa dice la Costituzione sulla privacy

Salvini ha bussato al citofono di una famiglia tunisina a Bologna. Ecco cosa dicono la Costituzione e la legge sulla privacy

L’ultima mossa di Matteo Salvini continua a far discutere. Il leader della Lega ha bussato al citofono di una famiglia tunisina a Bologna chiedendo se padre e figlio fossero degli spacciatori; ma al di là delle polemiche, cosa dicono davvero la Costituzione e la legge sulla privacy?

Secondo l’articolo 14 della Costituzione italiana, “il domicilio è inviolabile. Non vi si possono eseguire ispezioni o perquisizioni o sequestri, se non nei casi e modi stabiliti dalla legge secondo le garanzie prescritte per la tutela della libertà personale”.

Salvini non ha di fatto violato il domicilio della famiglia tunisina, essendosi limitato a citofonare, anche se nel corso della conversazione ha chiesto di poter entrare in casa.

Bussando al citofono, Salvini ha detto: “Quando facevo il giornalista mi divertivo a fare queste cose”. Ma esaminando il Testo unico dei doveri del giornalista, all’articolo 3 dell’allegato al Codice di deontologia previsto dalla legge sulla privacy del 2003, risulta che “la tutela del domicilio e degli altri luoghi di privata dimora si estende ai luoghi di cura, detenzione o riabilitazione, nel rispetto delle norme di legge e dell’uso corretto di tecniche invasive”.

Nel documento si parla inoltre di tutela del minore (il ragazzo tunisino a cui Salvini chiede se spaccia avrebbe 17 anni) e della dignità delle persone. L’allegato, inoltre, specifica: “Le presenti norme si applicano ai giornalisti professionisti, pubblicisti e praticanti e a chiunque altro, anche occasionalmente, eserciti attività pubblicistica”.

VIRGILIO NOTIZIE | 22-01-2020 16:22

Redditi: chi sono i politici più ricchi, tra sorprese e conferme Fonte foto: ANSA
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