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Russiagate, Borghezio: la rivelazione sul legame Salvini-Savoini

"È un soldato della Lega, l'ho fatto entrare io", ha dichiarato lo storico militante leghista

Nuove rivelazioni sui rapporti tra il leader del Carroccio, Matteo Salvini, e  Gianluca Savoini, l’uomo sospettato di aver trattato con la Russia per far arrivare dei fondi illegali nelle casse della Lega. Questa volta, a parlare del Russiagate è un fedelissimo della Lega, nonché l’uomo che ha fatto entrare Savoini nel partito, Mario Borghezio.

Lo portai alla Padania nel 1997 quando era un giovane corrispondente del Giornale dalla Liguria”. Racconta così il suo coinvolgimento nella vicenda il militante leghista, in un’intervista al Corriere della Sera. “Se mi chiede di oggi, le rispondo che uno non viene nominato al Corecom Lombardia se è uno sconosciuto, ma perché c’è una indicazione. Il che non vuol dire che la Lega sia coinvolta, sono due cose diverse”.

Borghezio però, a differenza del vicepremier, ha dichiarato che non prenderà le distanze da Savoini, e anzi lo avrebbe anche chiamato per consigliarlo: “Il Savo, è un mio vecchio amico. È onesto, ha la schiena dritta e non ha nulla da temere, ma conoscendo i giudici di Milano gli ho consigliato di trovarsi il migliore avvocato, perché la questione è grossa”.

Parlando del legame tra Salvini e Savoini, il leghista rivela: “È un soldato della Lega, delle nostre idee”. Ma, secondo Borghezio, Salvini avrebbe comunque preso le distanze dal suo militante per scrupolo. “Si può capire una certa prudenza davanti a un’inchiesta che sembra una spy story. La linea ufficiale della Lega, “non sappiamo nulla”, è comprensibile. Prudenza doverosa da parte di chi ha responsabilità nel governo, visto il tentativo pesante di montatura indirizzata a colpire Salvini attraverso una persona facilmente identificabile come a lui vicina”.

VIRGILIO NOTIZIE | 14-07-2019 12:52

borghezio-salvini Fonte foto: ANSA
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