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Roma, moria di pesci nel Tevere: risultati analisi e ipotesi

Le prime analisi sui pesci morti nel fiume della Capitale sembrano scongiurare il peggio

Niente allarmismi e per fortuna niente sversamenti inquinanti nel Tevere. Queste le primissime conclusioni dopo i primi risultati delle analisi effettuate sulle acque del fiume di Roma e i tanti pesci morti riscontrati negli ultimi giorni.

Secondo le prime ipotesi i pesci sarebbero morti per cause naturali dovute ai detriti aumentati nel fiume, causa piogge dei giorni scorsi, che sono poi finiti nelle branchie causando una moria “anomala” e improvvisa di carpe, rovelle, cefali, ma non solo.

Moria di pesci nel Tevere. Le prime segnalazioni da parte dei romani sono arrivate ai primi di giugno a cavallo della Festa della Repubblica: tantissimi pesci a galla, privi di vita, nel tratto del Tevere sotto ponte Vittorio e poi anche tra Ponte Milvio e ponte Marconi e vicino il ponte della Musica.

La prima parte dello screening effettuato su eventuale presenza di agenti inquinanti nelle acqua del Tevere, ha dato esito negativo. Nelle prime ore il timore era stato proprio quello di uno sversamento di liquami. L’ipotesi, come riportato da Repubblica, è che le abbondanti piogge della scorsa settimana — con una concentrazione proprio nella zona tra Ponte Milvio e Ponte Vittorio — possano aver causato la morte dei pesci.

La stessa causa aveva provocato una moria di pesci simile già nel 2017 sempre nel Tevere. Nelle prossime ore sono attesi i risultati di indagini e analisi più approfondite effettuate dall’Asl e dall’Arpa. Intanto restano vigili le associazioni ambientaliste romane. Rosalba Giugni, presidente dell’associazione ambientalista Marevivo ha detto a Fanpage: “Non è la prima volta che accade, ma dobbiamo scoprire di chi sono le responsabilità per evitare che accada di nuovo”.

VirgilioNotizie | 05-06-2020 10:04

Moria pesci Tevere: trascinati fino a foce Fiumicino Fonte foto: Ansa
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