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Covid, Pregliasco: la previsione per il Natale "senza i nonni"

Il virologo Fabrizio Pregliasco ha spiegato che sarà meglio evitare di coinvolgere gli anziani in pranzi e cene di Natale

Di: VirgilioNotizie | Pubblicato:

“Le chiusure stanno funzionando e le nuove zone rosse e arancioni proseguono nella direzione giusta. Ora bisogna investire per evitare altri guai a gennaio”. Lo dichiara Fabrizio Pregliasco, virologo, ricercatore e direttore sanitario dell’Istituto Galeazzi di Milano, in un’intervista rilasciata a La Stampa. Per l’esperto la seconda ondata è “alla fine della crescita esponenziale, cioè all’appiattimento della curva. Le misure stanno funzionando e per questo ha senso continuare in Campania, in Toscana e ovunque necessario“.

La curva piatta ci porterà “a un Natale tranquillo. Le chiusure non abbatteranno i contagi, ma eviteranno il caos, e tra un mese si potrà fare qualche giudiziosa riapertura”. Anche se “non dovremo ripetere gli errori estivi. Ogni contatto rimarrà a rischio”. Sarà possibile fare il pranzo di Natale, anche se “i nonni sarà meglio lasciarli a casa. Genitori e figli al massimo”.

Il virologo ha sottolineato che “550 decessi solo il 13 novembre suggeriscono anche a chi vive in zone gialle e arancioni di evitare qualsiasi contatto rimandabile“.

Fabrizio Pregliasco è tornato a parlare su La Stampa dell’alto rischio per l’arrivo di una terza ondata di contagi da coronavirus. “Esiste e bisogna prepararsi, anche se non è detto che si verifichi. La strategia del Governo di chiusure lente e graduali potrebbe portare dei risultati di lungo periodo“.

L’esperto si è mostrato critico verso le scelte dell’esecutivo, che avrebbero dovuto essere fatte prima. “Un lockdown immediato sarebbe stato meglio, ma i provvedimenti vanno compresi da tutti, altrimenti sono controproducenti. Già così il Governo è stato molto criticato. Va ricordato che si tratta di una situazione senza precedenti in cui molti Paesi efficienti sono andati in crisi”.

Per prepararsi alla terza ondata, ha spiegato Fabrizio Pregliasco a La Stampa, sarà necessario non disperdere “i risultati di queste chiusure. A gennaio ci sarà il picco dell’influenza, e saremo avvantaggiati se avremo aumentato la capacità di tracciamento, di tamponi e di test veloci come screening in scuole e aziende. Dovremo migliorare i protocolli per le cure a casa e l’organizzazione degli hotel Covid. Infine, una maggiore tranquillità mediatica potrebbe diminuire l’ansia collettiva“.

Covid, nuove ordinanze contro il contagio: cosa (non) si può fare Fonte foto: Ansa
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