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Nuovo Dpcm, dubbi di Crisanti: "Si potrebbero truccare i numeri"

Le indiscrezioni sul nuovo Dpcm non convincono Andrea Crisanti: ci sarebbe il rischio che le Regioni trucchino i numeri sulla pelle dei pazienti

Critiche dall’opposizione, ma anche dai laboratori. Andrea Crisanti, ordinario di Microbiologia all’Università di Padova, ha criticato l’imminente Dpcm che il premier Giuseppe Conte firmerà nelle prossime ore. In un’intervista alla Stampa, infatti, il virologo ha spiegato di fare “davvero fatica a comprenderlo”, e di avere quindi diverse perplessità.

Nuovo Dpcm novembre, i dubbi di Crisanti: “Numeri truccati”

Crisanti ha sottolineato la mancanza di un automatismo preciso per cui a una determinata Regione vengano imposte le chiusure: “Ho letto che ci sarebbero 21 criteri per decidere se una Regione appartenga alla zona verde, arancione o rossa – ha premesso -: mi sembrano tanti”.

L’esperto ha precisato di immaginare che i criteri fondamentali riguardino il riempimento dei posti in ospedale: il timore, però, è che un provvedimento simile possa indurre le Regioni “a non essere totalmente trasparenti riguardo a questi dati“.

Il motivo, secondo Crisanti, è che “con questa politicizzazione e spettacolarizzazione di ogni cosa” possa esserci “la gara tra presidenti a chi è più bravo: mi pare che la frizione col governo sia proprio su questo”.

I dati a cui si riferisce il virologo sarebbero infatti “facilmente manipolabili” e a livello regionale per qualche settimana “si potrebbe decidere di ricoverare il meno possibile sulla pelle dei pazienti“.

Nuovo Dpcm novembre, Crisanti: “Ci sarà un lockdown”

Citando la Costituzione, Crisanti ha comunque aggiunto come secondo lui debba essere il governo a dare la linea, giusta dunque l’attesa delle Regioni per una decisione centrale.

Ma qual è l’obiettivo del governo? Per il virologo ancora non è chiaro: “Potrebbe essere quello di arrivare entro pochi giorni a un lockdown per poi rimuovere le misure per Natale”, oppure “guadagnare tempo, rallentare il contagio, riorganizzare il sistema di tracciamento, fare il lockdown a gennaio e poi ripartire con un sistema rodato”. In ogni caso, comunque, si dovrebbe passare da un lockdown, seguito da una “strategia di tracciamento per evitare la terza ondata“.

Strategia che consisterebbe in “più tamponi, tracciamento dei contatti e test rapidi come screening di comunità, dalle scuole alle aziende. Inoltre, una serie di misure mirate contro gli assembramenti, che sono quelli che riportano il contagio”.

“Chiudere bar e ristoranti è stato giusto – ha detto – e trovo sensato lasciarli aperti a pranzo un po’ per chi lavora e un po’ perché non generano tanto traffico. Il coprifuoco alle 21 mi pare inutile già che è tutto chiuso e sembra solo demagogia. Ha senso invece limitare gli orari dei negozi e dei centri commerciali, così come i mezzi pubblici. Anche se mi domando: chi controlla che viaggino pieni al 50%?”.

VIRGILIO NOTIZIE | 03-11-2020 08:30

nuovo-dpcm-novembre-crisanti Fonte foto: Ansa
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