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Governo, ipotesi nuove elezioni anticipate: il Pd e lo "strappo"

I vertici del Partito Democratico meditano lo "strappo": due ipotesi sul tavolo

Si torna a parlare dell’ipotesi di nuove elezioni anticipate alla luce delle crescenti tensioni interne al Governo Conte Bis. A spingere per questa soluzione potrebbe essere il Partito Democratico, tra i protagonisti dell’alleanza di governo assieme a Movimento 5 Stelle, Italia Viva e Liberi e Uguali.

Secondo quanto scrive ‘La Repubblica’, i vertici del Pd, sempre più schiacciato tra M5S e Italia Viva, starebbero meditando lo “strappo“. A livello temporale, l’ipotesi di elezioni anticipate è fissata a dopo la Legge di Bilancio. L’alternativa sarebbe un governo a guida dem.

Anche il ‘Corriere della Sera’ parla dell’ipotesi nuove elezioni anticipate e fa il punto sulla riunione di metà mattinata di mercoledì negli uffici del gruppo parlamentare del Pd a Montecitorio, alla presenza di Zingaretti, del vicesegretario Andrea Orlando, del capodelegazione del Pd al governo Dario Franceschini e dei ministri, oltre che dei capigruppo.

Dalla riunione sarebbe emerso che per il Pd la situazione non è più sostenibile e, sebbene Zingaretti nel corso della giornata di mercoledì abbia smentito pubblicamente la volontà di ricorrere alle elezioni anticipate, quell’ipotesi sarebbe ancora sul tavolo.

Secondo il ‘Corriere della Sera’, basta un incidente nella discussione parlamentare sulla Legge di Bilancio o che naufraghi concretamente l’alleanza Pd-M5S in Emilia-Romagna e il Partito Democratico potrebbe ingranare la retromarcia. La data per le nuove eventuali elezioni anticipate è fissata ipoteticamente a marzo 2020.

Governo Conte Bis, l’avvertimento di Franceschini agli alleati

Proprio il ‘Corriere della Sera’ riporta un’intervista al capodelegazione del Pd al governo Dario Franceschini, che ha lanciato alcuni avvertimenti agli alleati.

Queste le parole di Franceschini sulla nascita del Conte Bis: “La nostra è stata una scelta consapevole e convinta, ma ci sono delle condizioni minime per andare avanti. Per esempio, sulla Finanziaria è emerso un senso di precarietà, è prevalsa la logica delle bandierine di partito. Si sono addirittura fatti appelli alle opposizioni per ricercare in Parlamento maggioranze trasversali su emendamenti alla legge di Bilancio. È inaccettabile. Serve un patto di metodo: le eventuali modifiche alla legge di Stabilità, così come ad altri provvedimenti futuri, andranno preventivamente concordate nella maggioranza”.

E ancora: “Per le Regionali, capisco la necessità di non imporre accordi sul territorio, non capisco perché vietarli e basta”.

L’avvertimento di Franceschini: “Senza un metodo condiviso e senza una prospettiva comune non c’è futuro. Il Pd non ha collaborato alla nascita di questo governo solo per evitare l’aumento dell’Iva, cosa giusta ma non sufficiente. Pur vedendo i limiti dell’operazione, noi intendiamo andare avanti, un passo alla volta. Se i patti saranno rispettati“.

Franceschini ha poi esplicitato il suo punto di vista: “Io vorrei arrivare con questa maggioranza fino al 2028, vincendo le elezioni nel 2023”.

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VIRGILIO NOTIZIE | 07-11-2019 07:31

Renzi attacca Conte e manovra. Tutte le reazioni Fonte foto: Ansa
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