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Gelato contaminato ritirato dai supermercati, contiene cloroetanolo: quali danni può causare all'organismo

Lotto di gelato ritirato dai supermarket per la presenza di cloroetanolo, che nell'industria alimentare serve a difendere il cibo dai microrganismi

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Gelato contaminato. Con un avviso formale, il Ministero della Salute ha reso noto che un prodotto, a base di vaniglia, in vendita nei supermercati italiani, è stato richiamato. Il motivo è la possibile presenza di cloroetanolo. Si tratta di un richiamo volontario: è stata la stessa azienda, la Häagen-Dasz, a ritirarlo. Era già successo lo scorso luglio.

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Quali sono i lotti richiamati

Häagen-Dasz ha disposto il richiamo volontario di diversi prodotti:

  • Caramel Attraction, 4×95 ml, scadenza 8 marzo 2023;
  • Favorite Selection, 4×95 ml, scadenze: 8 marzo 2023, 10 marzo 2023, 22 marzo 2023, 23 marzo 2023, 7 aprile 2023, 25 aprile 2023, 29 aprile 2023.

La notizia del richiamato è stata diffusa dal Ministero della Salute attraverso un comunicato di mercoledì 21 settembre 2022.

Se le informazioni sulla confezione corrispondono a quelli qui segnalati, bisogna riportare il prodotto in negozio e chiedere l’eventuale rimborso.

Perché il gelato alla vaniglia è stato ritirato

Il produttore ha rilevato la possibile presenza di cloroetanolo nell’estratto di vaniglia utilizzato per produrre il gelato oggetto di richiamo.

Il cloroetanolo, o cloridrina etilenica, si presenta come un liquido incolore: è un composto chimico sintetizzato a partire da etilene e acido ipocloroso.

Inoltre, è impiegato principalmente nel processo di sintesi dell’ossido di etilene, un prodotto utilizzato principalmente nell’industria petrolifera e in ambito medico come sterilizzante, anche se ha molti usi anche nella filiera alimentare, dove funge da disinfestante e conservante.

È infatti un ottimo alleato contro i microrganismi come muffe, batteri e funghi, ed è anche in grado di uccidere gli insetti che si annidano nei raccolti.

Inoltre è utilizzato per rendere sicuri gli alimenti che non possono essere pastorizzati, cioè risanati con le alte temperature, senza causare alterazioni del gusto o del profilo di sicurezza.

Cos’è l’ossido di etilene e quali sono i rischi

L’ossido di etilene è una sostanza molto pericolosa che deve essere maneggiata da mani esperte e solo adottando le dovute cautele.

I rischi maggiore per la salute avvengono con l’esposizione per via inalatoria negli ambienti lavorativi in cui l’ossirano è utilizzato maggiormente.

L’esposizione prolungata può causare mal di testa, confusione, convulsioni, oltre che ictus e addirittura il coma. Può causare versamenti nelle vie respiratorie e, con esposizione cronica, anche problemi agli occhi.

Gelato contaminato ritirato dai supermercati, contiene ossido di etilene: quali danni causa all'organismoFonte foto: 123RF
Una molecola di ossido di etilene riprodotta con la computer grafica

È con tutta probabilità cancerogeno per l’uomo, e potrebbe provocare tumori al fegato e problemi dell’apparto riproduttivo, oltre che mutazioni nei feti.

L’ossido di etilene nel cibo è davvero dannoso?

Gli effetti dell’assunzione orale sono simili, ma più blandi. Nell’Ue non è più utilizzato come pesticida, ma continua a essere utilizzato nelle materie prime di importazione.

I prodotti potenzialmente contaminati, in genere contenenti semi e spezie provenienti dall’estero, sono sempre oggetto di richiamo alimentare.

Tuttavia non bisogna creare allarmismi. Nel cibo le concentrazioni di ossido di etilene, anche in caso di contaminazione importante, non sono abbastanza alte per causare problemi acuti o cronici.

E il rischio di ammalarsi a causa di questa sostanza è decisamente inferiore a quello che si corre con le bionde. Con l’inalazione del fumo di una sigaretta, infatti, si introducono nell’organismo 7 nanogrammi di ossido di etilene.

gelato-ritirato Fonte foto: 123RF
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