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Fondi russi Lega, una donna testimone: giallo sull'identità

Il verbale della testimonianza, resa agli inquirenti per alcune ore in Procura, è stato secretato

Una donna russa è stata sentita come testimone in Procura a Milano nell’inchiesta sui presunti fondi russi alla Lega che vede tra gli indagati per corruzione internazionale Gianluca Savoini, il leghista presidente dell’associazione LombardiaRussia. Sull’identità della donna, come riporta Ansa, ai fini dell’indagine viene mantenuto il riserbo.

La testimonianza agli inquirenti è durata per alcune ore in Procura ma il verbale delle “sommarie informazioni testimoniali” è stato secretato. Ovvero, sono stati posti gli “omissis” sulle dichiarazioni rese, per esigenze investigative.

In particolare, la testimone, una giovane donna russa, sentita, pare, anche con la presenza di un interprete, è stata ascoltata dai pm Donata Costa e Sergio Spadaro, titolari dell’inchiesta coordinata anche dal pm Gaetano Ruta e dal procuratore aggiunto Fabio De Pasquale e condotta dal Nucleo di polizia economico-finanziaria della Gdf milanese.

Fondi russi alla Lega, il punto sull’inchiesta

Al centro dell’inchiesta, venuta a galla lo scorso luglio, una presunta trattativa su una compravendita di petrolio che avrebbe avuto lo scopo di fare incassare 65 milioni di dollari alla Lega. Trattativa registrata anche in un audio del 18 ottobre 2018, durante un incontro all’hotel Metropol di Mosca a cui erano presenti Savoini (anche ex portavoce di Matteo Salvini), l’avvocato Gianluca Meranda e l’ex bancario Francesco Vannucci (anche loro indagati per corruzione internazionale) e tre russi, tra cui Ilya Andreevich Yakunin e Andrey Yuryevich Kharchenko.

VIRGILIO NOTIZIE | 09-01-2020 21:01

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