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Emergenza Coronavirus, Internet regge nonostante lo stress

Gli italiani, costretti al casa dal COVID-19, si sono riversati online per vedere film, fare didattica a distanza e smart working. La rete Internet ha reagito benissimo al sovraccarico

La quarantena ha avuto un impatto sul traffico Internet italiano? Sì, enorme. Ha avuto anche un impatto sulla velocità della connessione? Sì, ma minimo. In estrema sintesi sono questi i risultati che emergono dall’edizione speciale del Barometro delle connessioni fisse Internet in Italia, pubblicata da nPerf per mostrare quanto ha impattato l’aumento del consumo di contenuti online in Italia nel periodo dal 1 gennaio al 31 marzo 2020.

Un periodo che permette facilmente di evidenziare le differenze tra la velocità di Internet prima e durante il lockdown. Le rilevazioni di nPerf si basano su 438.857 test effettuati dai suoi utenti sulle proprie connessioni fisse a Internet, con ogni tecnologia oggi disponibile: ADSL, fibra misto rame (FTTC) e fibra pura (FTTH). Ogni test ha misurato la latenza della connessione (un parametro sempre più importante per stabilire la congestione di una rete), la velocità di navigazione (in pratica il tempo di caricamento delle pagine Internet), e la velocità di streaming video (cioè il rapporto tra il tempo necessario a riprodurre un contenuto e la sua durata reale). Ecco cosa è emerso da questi test.

Internet in quarantena: l’Italia ha retto

Con le precedenti edizioni del Barometro delle connessioni fisse nPerf aveva rilevato le velocità di download e upload e le latenze medie delle connessioni Internet degli operatori nazionali in Italia, evidenziando che la miglior connessione a Internet sul territorio italiano in media è quella di Vodafone.

Analizzando solo i primi tre mesi del 2020 si vede che l’impatto c’è stato, ma non è stato per nulla drammatico: la perdita di velocità media delle connessioni fisse italiane si attesta sul 10%, pari a 8 Mbps. Anche le latenze delle reti fisse sono aumentate, ma non di molto: per la precisione del 15% (5 ms in media), rimanendo intorno a 45 ms che è un valore più che accettabile e conforme alla tecnologia attuale. E, a proposito di tecnologia, dai dati nPerf emerge anche quella vincente: la fibra pura FTTH, che ha perso meno velocità e ha visto crescere meno la latenza.

Internet in quarantena: vince la fibra FTTH

Scendendo nel dettaglio della fibra in tecnologia FTTH (che sta per Fiber To The Home, cioè fibra fino a dentro casa e non all’armadio in strada), dai 38.553 test eseguiti da nPerf che le velocità di download delle reti FTTH sono stabili in media tra febbraio e marzo. Cioè che la fibra FTTH ha perso molta meno velocità e che la latenza è cresciuta meno.

Restando all’esempio di Vodafone, per avere un riscontro, anche durante la fase di maggior carico sulla rete le connessioni fisse FTTH di questo operatore hanno mostrato in media una latenza di 25 ms (cioè 20 ms in meno della media di tutte le connessioni, con tutte le tecnologie), mentre la velocità di trasferimento si è attestata sempre su una media superiore ai 250 Mbps in download. La qualità e l’affidabilità della rete FTTH è dimostrata dal confronto con la media delle altre connessioni: durante il mese centrale del lockdown la velocità media è stata (per tutti gli operatori) di 55 Mbps.

La velocità della connessione FTTH (verificabile con lo speed test Vodafone) è quindi tra le quattro e le cinque volte superiore di quella delle altre connessioni anche in momenti di grandissimo stress. E per grandissimo stress si intende un vero e proprio raddoppio del traffico, certificato questa volta da Akamai a livello globale: dagli 82 Terabyte al secondo di marzo 2019 ai 167 terabyte al secondo di marzo 2020.

VirgilioNotizie | 20-04-2020 17:56

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