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Crisi Ucraina - Russia, cosa fa l'Italia: dove sta il nostro Paese e qual è la posizione del governo su Putin

La posizione dell'Italia influenzata dal bisogno di forniture di gas russo, ma anche da prossimità politiche e personali dei leader

Di: VirgilioNotizie | Pubblicato il:

Di giorno in giorno, precipita la situazione in Ucraina. Si moltiplicano infatti i segnali di un conflitto pronto a scoppiare, tra dichiarazioni, report di intelligence e fatti che lasciano poco spazio alle interpretazioni, soprattutto quelle che vorrebbero lasciar intendere una soluzione diplomatica della crisi nell’Est dell’Europa.

In ultimo sono arrivate le parole del presidente del Consiglio italiano, Mario Draghi, e del ministro degli Esteri Luigi Di Maio.

“Malgrado la gravità del momento e gli ultimi sviluppi cui stiamo assistendo in queste ore, vogliamo continuare a concentrarci su ogni iniziativa diplomatica che possa scongiurare una guerra“, ha detto il pentastellato nel corso di un’informativa in Senato nella mattinata di mercoledì.

“Dobbiamo evitare – ha continuato – un guerra nel cuore dell’Europa. Una soluzione che riteniamo ancora possibile, anche se con margini che si riducono di giorno in giorno”. Di Maio ha anche parlato di un’operazione su vasta scala, in atto e portata avanti dalla Russia contro Kiev.

Sempre nella giornata del 23 febbraio, è arrivata la presa di posizione di Mario Draghi. “Gli eventi in Ucraina ci portano a ribadire che le prevaricazioni e i soprusi non devono essere tollerati”, ha detto nel corso di un convegno della Cei a Firenze. Parole a cui seguiranno fatti? È difficile dirlo.

Sarebbe infatti opportuno chiedersi cosa aggiungono le dichiarazioni arrivate nelle ultime ore, da parte dei maggiori esponenti del governo, alla posizione dell’Italia sulla crisi in Ucraina. In altre parole: da che parte sta l’esecutivo? La posizione dell’Italia può forse essere assimilata a quella della Germania, che ha bloccato il Nord Stream 2?

Ecco cosa vuole fare l’Italia e da che parte sta il nostro Paese nella crisi che vede contrapposte Mosca e Kiev.

Mosca – Kiev, da che parte sta l’Italia: un atteggiamento più cauto rispetto a Ue o a Francia, Germania, Regno Unito

Prima di oggi, l’atteggiamento delle autorità italiane poteva essere considerato più cauto rispetto a quello espresso, tramite fatti e dichiarazioni, dai vertici delle istituzioni europee o dai leader di Francia, Germania e Regno Unito.

Prima del discorso in Senato, Di Maio aveva già preso posizione sull’Ucraina, con un comunicato, non molto lungo, comparso sul sito del ministero degli Esteri, all’indomani dell’invio di truppe da parte di Putin nelle regioni ribelli a est dell’Ucraina. Si tratta di concetti, quelli messi nero su bianco, che lasciano trapelare una certa cautela.

“L’Italia rivolge un appello a tutte le parti perché si ritorni al tavolo negoziale nei formati appropriati, nella convinzione che iniziative unilaterali allontanano il raggiungimento di condizioni di stabilità e sicurezza nella regione”, ha scandito la Farnesina.

Secondo i retroscena giornalistici inoltre, starebbe continuando il lavoro dietro le quinte per far incontrare Draghi e Putin, nonostante l’escalation e una via di uscita diplomatica che si fa ogni giorno sempre più stretta. Cosa c’è dietro questi slanci?

Perché l’Italia è più prudente con la Russia: le ragioni, dal gas naturale alla vicinanza di Lega, M5s e Forza Italia al leader russo

Non è difficile spiegarsi la prudenza del capo di governo italiano alla luce della dipendenza del nostro Paese dalle forniture di gas naturale. Tutte le nazioni europee utilizzano il gas naturale, ma l’Italia di più.

Facciamo affidamento su tale risorsa, in larga parte fornita all’Italia dalla Russia, per il 42% del nostro fabbisogno energetico, contro ad esempio, il 17% della Francia, che sfrutta il nucleare. Ne usciamo con le ossa rotte anche da un confronto con i tedeschi, che usano molto carbone, la Spagna invece si affida al petrolio. In queste due nazioni, il peso del gas naturale sul totale del fabbisogno energetico è, rispettivamente, del 26 e del 23%.

A riprova di tutto ciò, l’Italia avrebbe inviato un documento informale alla Commissione europea per escludere l’energia dalle possibili sanzioni a Mosca, una mossa condivisa guarda caso da 9 dei 10 paesi in Europa maggiormente dipendenti dal gas russo e segno evidente che le mosse sullo scacchiere internazionale sono pesantemente influenzate dal quadro economico attuale.

Di Maio a Parigi per un G7 sull'UcrainaFonte foto: ANSA
Di Maio a Parigi per un G7 sull’Ucraina.

L’atteggiamento di Conte nei confronti di Putin, cosa fece Renzi nel 2014 dopo l’annessione della Crimea

Storicamente, tutti i governi italiani si sono dimostrati teneri con il governo autoritario di Putin e hanno lavorato per mantenere un canale di dialogo tra l’ingombrante vicino e i paesi europei. Ad esempio Giuseppe Conte, durante il suo mandato da premier, aveva sostenuto che le sanzioni nei confronti della Russia erano uno strumento da superare.

Non molto diverso l’atteggiamento di Matteo Renzi all’epoca della crisi in Crimea, durante la quale la penisola affacciata sul Mar Nero fu invasa e annessa alla Russia tramite un referendum sulla cui legittimità c’è più di qualche dubbio. Nel 2014, quando tutto questo avvenne, l’allora premier del Pd si spese per un canale di dialogo da mantenere aperto con il responsabile dell’aggressione.

Non solo l’economia, la prossimità politica di Lega e Cinque Stelle. Il rapporto personale di amicizia tra Berlusconi e l’autocrate russo

C’è inoltre una questione di vicinanza politica e, a volte, personale, dei partiti che appoggiano l’attuale maggioranza rispetto al governo e alla figura di Putin. È il caso di Salvini, leader della Lega, che non ha nascosto la sua fascinazione per l’autocrate russo, o del Movimento Cinque Stelle. Il leader di Forza Italia Berlusconi si considera da sempre amico di Putin.

Cosa c’entra il caro bollette con la posizione dell’Italia sulla Russia: i rincari compromettono la ripartenza dopo il Covid

Naturalmente, non aiuta l’attuale contingenza economica, pesantemente influenzata dal caro bollette, provocato (anche) da una riduzione delle forniture di gas naturale dalla Russia. Secondo gli ultimi dati Istat, si sono registrati aumenti del 38,6% per gas, carburante ed energia elettrica su base annua, rispetto al gennaio del 2021. In prospettiva, la situazione non è destinata a migliorare: l’Istituto di statistica prevede rincari fino al 103% per i soli beni energetici.

Una situazione che rischia non soltanto di far lievitare il costo delle bollette, ma perfino di compromettere la ripartenza, necessaria dopo la crisi economica provocata dalle misure anti Covid. Anche con questo, si spiega l’atteggiamento di prudenza dell’Italia e dei suoi rappresentanti, un misto di ragioni economiche, politiche e personali che distinguono nettamente l’atteggiamento italiano in politica estera da quello dei partner europei, alcuni dei quali decisamente meno flessibili.

Crisi Ucraina-Russia, da Letta a Salvini: le reazioni della politica italiana al possibile conflitto Fonte foto: ANSA
Crisi Ucraina-Russia, da Letta a Salvini: le reazioni della politica italiana al possibile conflitto
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