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Covid, Zangrillo all'attacco: "Chi spaventa va sanzionato"

Alberto Zangrillo riaccende la polemica: "Basta allarmi ingiustificati, chi spaventa andrebbe sanzionato"

Alberto Zangrillo, direttore del Dipartimento di anestesia e terapia intensiva dell’Irccs ospedale San Raffaele di Milano, è tornato all’attacco. Il medico ha puntato il dito contro chi “spaventa le persone con toni allarmanti andrebbe sanzionato“. Lo ha riporto l’Adnkronos.

Covid, Zangrillo all’attacco: “Chi spaventa va sanzionato”

Alberto Zangrillo ha puntato il dito contro giornali e televisioni, ma non solo: “I media si sono innamorati del filone Covid“, ma “c’è un enorme responsabilità di chi comunica: a un qualsiasi personaggio in cerca di autore è sufficiente parlare di una delle 24 lettere dell’alfabeto greco e si ritrova scienziato“.

“State tranquilli, però – ha aggiunto -: su 100 persone che parlano quotidianamente sui media, forse una ha visto negli occhi la malattia“.

Zangrillo si è poi detto preoccupato per gli effetti di mesi vissuti sotto la minaccia pandemica e per l’amplificazione che spesso viene data alle sfumature più grigie: “Oggi una percentuale importante di persone vive nel terrore, in attesa della fine del mondo. Dobbiamo con urgenza riportare tutti a un livello di consapevolezza razionale.

Il rischio, a suo dire, è che si crei una situazione “tragicomica planetaria con effetti devastanti sul piano sociale culturale esistenziale economico e sanitario”.

“Dobbiamo convivere con il virus – ha concluso -: la cura tempestiva e corretta vale più di mille tamponi“.

Ha poi ribadito l’importanza del vaccino, sdrammatizzando: “Vi dovete vaccinare contro Covid non perché è obbligatorio, ma perché altrimenti correte il rischio di incontrarmi“.

Covid, Zangrillo sulle prove Invalsi e contro la Dad

Il 15 luglio, ritwittando un articolo del Corriere della Sera sul flop delle prove Invalsi, Alberto Zangrillo aveva commentato: “Il vero dramma è che tra 6 anni potrebbero essere abilitati a curarvi”, riferendosi alla battuta d’arresto nei livelli di preparazione degli studenti italiani, fotografata appunto dai test Invalsi 2021.

I dati hanno mostrato risultati più bassi rispetto all’anno precedente, in particolare per i ragazzi delle scuole secondarie: secondo molti, la colpa sarebbe dei lunghi periodi in Dad.

VirgilioNotizie | 17-07-2021 16:54

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