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Covid, i viaggi del virus e la seconda ondata. Parla Bassetti

Secondo l'infettivologo Bassetti il virus circola nei barconi così come in prima classe. Poi smentisce la seconda ondata

Mentre continuano a emergere nuovi focolai di coronavirus in Italia, alcuni di importazione, e si parla di nuove regole comuni per tutti i mezzi di trasporto pubblico, sono in molti a chiedersi se il coronavirus viaggi più facilmente sui “barconi” o in business class. A questa domanda ha risposto Matteo Bassetti, direttore della Clinica malattie infettive al Policlinico San Martino di Genova.

Covid, come viaggia: barconi contro prima classe

Viaggia in entrambe – ha dichiarato Bassetti a Agorà Estate su Rai 3 -, è democratico e non fa differenza di classe, può contagiare chiunque, i numeri sono evidenti”.

Tuttavia, l’esperto ha ammesso: “Visiti gli ottimi risultati che abbiamo raggiunto in Italia nella gestione dell’epidemia, è arrivato il momento di far controlli maggiori su chi arriva: non solo su migranti ma su tutti coloro che provengono da paesi in cui non si sa come sta andando l’epidemia e non da dove non è controllata”.

La proposta di Bassetti è di porre tutti “in quarantena per due settimane all’arrivo” oppure eseguire all’arrivo “immediatamente i tamponi”.

Bassetti ha commentato anche i risultati dell’indagine sui test sierologici presentati ieri, “danno una dimensione decisamente diversa del fenomeno” rispetto a quanto finora prospettato. Indicano “una contagiosità maggiore rispetto all’influenza stagionale ma con una mortalità inferiore a quanto sembrava”, ovvero “non sono più del 15% ma del 2%” e “che ci pone più vicini al resto del mondo”.

Seconda ondata, l’ipotesi di Bassetti

Non sarà come la spagnola“, anche se tornerà nei mesi freddi. È questa l’ipotesi di Bassetti che, ha aggiunto, “non mi piace chiamarla seconda ondata perché la memoria va immediatamente alle bare di Bergamo e alle terapie intensive piene”.

Bisognerebbe anche “abbassare un po’ i toni – ha aggiunto -, che mi sembrano francamente eccessivi”. “Dobbiamo organizzarci – ha detto – affinché quando arriverà l’autunno e ci saranno senz’altro contagi di Covid-19, anche sovrapposti a influenza e altre infezioni di stagione, dovremo essere bravi a fare tamponi e individuare immediatamente nuovi focolai”.

Questo, però, “non vuol dire però avere una seconda ondata come la pandemia di Spagnola. Chi lo dice fa del terrorismo psicologico perché siamo nel 2020 e la Spagnola è arrivata nel 1918 quando non c’erano antibiotici, vaccini, ospedali e macchinari per la ventilazione”.

VIRGILIO NOTIZIE | 04-08-2020 12:28

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