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Coronavirus: positivo a sette tamponi, il record di un sindaco

Il primo cittadino di Soresina è in isolamento dal 9 marzo assieme alla moglie, positiva al tampone per otto volte, e alla figlia

Di: VirgilioNotizie | Pubblicato il:

È in isolamento da 49 giorni: tra le tante storie legate alla pandemia c’è anche quella di Diego Vairani, sindaco di Soresina, un piccolo comune in provincia di Cremona, che è risultato positivo al tampone per sette volte. Il primo cittadino è costretto a casa dal 9 marzo, assieme alla moglie – positiva al tampone ben otto volte – e alla figlia.

Vairani ha raccontato la sua travagliata vicenda al Corriere della Sera: “Tutto è partito l’11 marzo. E pensare che, con la procedura attuale che non prevede più tamponi per sospetti contatti, non l’avrei scoperto”.

“Avevo avuto una bronchite a inizio febbraio, ma sono guarito, poi solo un po’ di tosse. Il primo tampone dell’11 marzo – spiega – mi è stato fatto perché ero entrato in contatto con un collega dell’Associazione Allevatori della Lombardia di Crema, che purtroppo è deceduto a Varese”.

“Anche il mio vicesindaco – ha aggiunto – e il mio assessore, infermiera a Soresina, sono risultati positivi. A fine marzo ho accusato sintomi lievi: per 3-4 giorni un forte mal di testa, la perdita di gusto e olfatto e dissenteria”.

A Soresina, centro con poco meno di 9mila abitanti, dall’inizio dell’epidemia ci sono stati 212 contagiati e 30 morti. “Sono rimasto in contatto con i parenti di tutti i malati, fino al tragico epilogo per molti. La scia di devastazione è quella di una guerra”, ha detto Vairani.

Il sindaco ha descritto così la vita in isolamento in famiglia: “Non riuscivo mai, prima, a stare a casa due giorni di fila. Ora il contrappasso. Cerchiamo di usare tutte le precauzioni: a tavola stiamo un po’ più distanti e mia figlia usa un bagno diverso”.

Il protocollo prevede che per essere dichiarati guariti dal coronavirus servono due tamponi negativi di fila: al sindaco non è finora successo. “Non mi sono mai illuso – ha detto -. Ora spero nel 30 aprile e, incrociando le dita, nel 4 maggio. Ma prima di esultare, mi sono abituato a pazientare”.

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