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Coronavirus, mamme ragazzi autistici: Insultati se usciamo

Patrizia Cristiani mamma di un bambino autistico racconta le difficoltà di gestire la quarantena

C’è chi soffre al di là di tutto quello che sta succedendo a causa del coronavirus. Soffre l’impossibilità di uscire e tanto altro. Sono i ragazzi che soffrono di autismo. In particolar modo i bambini. Costretti a stare dentro casa, a rinunciare a quelle abitudini che per loro sono qualcosa in più di un semplice svago per passare la giornata. E laddove li si accontenta i genitori lamentano offese e ingiurie di chi si ferma alle apparenze senza andare in profondità.

In tutta Italia molte mamme e papà chiedono se ci sono i margini per concedere ai più piccoli qualche momento all’aperto, in sicurezza, come fosse una vera e propria ora d’aria dal “carcere” della quarantena. La “clausura” è ancora più invasiva per i ragazzi autistici che di quei momenti hanno bisogno come una terapia.

A denunciare questo problema è stata un posto di una mamma, Patrizia Cristiani di Torino: “A mio figlio, per l’emergenza sanitaria, – spiega la madre, – nella disabilità hanno tolto la normalità che per anni abbiamo cercato di conquistare” ha scritto, parole che sono state subito condiviso da tante bacheche di mamme e papà con le stesse problematiche.

Patrizia ha raccontato la sua situazione, nelle parole ripresa da Tgcom24: il suo piccolo Vito, 8 anni, ha perso tutte le sue abitudini, la scuola, il rugby, l’abbracciare le persone in mezzo alla strada. Ora non può e piange. Anche quando vorrebbe uscire come e quanto vorrebbe, e non può farlo sempre. “Per fortuna non è autolesionista – racconta la mamma – ma ci sono tanti bambini che lo sono e sono guai peggiori”.

A questo c’è da aggiungere l’ignoranza, inconsapevole delle persone: “Per la legge possiamo uscire, ma la gente non capisce. Qualche giorno fa mi si è avvicinato un automobilista – racconta – e mi ha gridato parolacce. Che ne sanno loro di cosa significa per questi bambini vivere tutto il giorno in casa, non capendone i motivi”.

Il segno blu. La conclusione della signora Cristiani, a pochi giorni dalla Giornata Mondiale dell’Autismo (2 aprile) è strappalacrime come la storia raccontata: Se vedi una mamma e un bambino con qualche indumento blu o nastro blu che cammina nel quartiere, non urlare, non insultarli! O se vedi una macchina con un nastro blu, lo stesso. Sono mamme di bambini con autismo che sono usciti per cercare di calmare la loro ansia, per loro questo è molto difficile”.

VIRGILIO NOTIZIE | 31-03-2020 17:57

Domani la Giornata mondiale dell'autismo Fonte foto: Ansa
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