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Coronavirus, Chiesa come nel Medioevo: processioni e crocifissi

Come la Chiesa si muove tra restrizioni, preghiere, processioni e quant'altro per scacciare l'epidemia

Di: VirgilioNotizie | Pubblicato il:

C’era una volta la peste di manzioniana memoria. Sono state tante le epidemia che l’Italia ha dovuto affrontare nel corso della sua storia. Ieri come oggi la Chiesa le affronta con i suoi mezzi, affidandosi alla preghiera. Ed in questi giorni di emergenza coronavirus non sono pochi i casi di processioni organizzate nei paesi e nelle città colpite dal contagio così come le statue e i crocifissi esposti nelle canoniche a rievocare episodi del passato superati proprio con quei simulacri.

In tutte le chiese d’Italia oramai l’indicazione dei parroci è quella di non scambiarsi più il segno della pace con le mani, come da liturgia, e di prendere la comunione nelle proprie mani (accuratamente pulite) onde evitare il contatto tra le mani del sacerdote e la bocca quindi la saliva del fedele. C’è poi chi ha anche pensato alla diretta streaming della messa per superare la diffidenza della gente ad andare in un luogo affollato come la chiesa.

Ma c’è dell’altro. A Casalmaggiore (Cremona) ad esempio il parroco don Claudio Rubagotti ha esposto all’interno del Duomo di Santo Stefano un crocifisso del diciassettesimo secolo, ritenuto miracoloso, per contrastare la diffusione del coronavirus.

Monsignor Andrea Migliavacca, vescovo di San Miniato (Pisa) ha esposto un crocifisso “miracoloso” contro la peste del Seicento a cui i cittadini si erano rivolti con speranza durante gli anni dal 1628 al 1631 segnati dalla peste. La città fu risparmiata dall’epidemia e decisero di costruire un santuario per la croce lignea che aveva ascoltato le loro preghiere.

A Vignola (Modena) i fedeli si sono riuniti in processione per tutta la settimana evocando quanto successo per la terribile epidemia passata – la peste, che portò nel 1776 all’introduzione della cosiddetta Festa del Voto, in ricordo del voto dei vignolesi alla Madonna affinché scacciasse la peste.

Intanto sul fronte della cronaca, chiuse per precauzione le piscine del santuario di Lourdes in Francia. E’ lo stesso santuario a dare l’annuncio, specificando che la disposizione in merito all’emergenza coronavirus sarà mantenuta fino a nuovo ordine.

Sempre a causa del Coronavirus, è stata chiusa la chiesa di San Luigi dei Francesi a Roma. La decisione dell’ambasciata di Francia. Un sacerdote parigino, residente a Roma, è in ospedale in Francia. Portoni sbarrati anche a Sant’Ivo dei Bretoni, vicino via della Scrofa. Fedeli e turisti sotto choc. Altri 24 prelati in quarantena nella Capitale.

In quasi tutto il nord Italia, in conseguenza del Decreto governativo di ieri, permangono fino a domenica prossima 8 marzo le disposizioni restrittive anche in tema di fede: non si potranno celebrare Messe, salvo funerali e matrimoni con le limitazioni già in vigore, non si potranno svolgere incontri di catechismo e animazione dei ragazzi nonché altre attività che comportino il concorso di molte persone.

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