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Carabiniere ucciso: Elder getta nuove ombre su Cerciello Rega

Secondo quanto emerge da un'intercettazione dell'americano, Cerciello Rega non avrebbe avuto il distintivo

La Corte d’Assise di Roma ha disposto una perizia per il processo a carico di Finnegan Lee Elder e Gabriele Natale Hjorth, i due giovani americani accusati dell’omicidio del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega. Al centro della nuova analisi ci sono tre colloqui avvenuti nel carcere di Regina Coeli a poche settimane dal delitto del carabiniere, avvenuto il 26 luglio 2019 nel quartiere capitolino di Trastevere. Elder in queste occasioni avrebbe rivelato nuovi dettagli sulle circostanze, ancora non chiare, di quanto è avvenuto quella notte.

Cerciello Rega non aveva il distintivo: l’intercettazione di Elder

“A notte fonda, senza mostrare un distintivo, senza fare nulla per qualificarsi come poliziotto, è il più stupido dei (non udibile)”, si legge in una trascrizione riportata dal Corriere della Sera di un colloquio in carcere, del 6 settembre 2019, tra il giovane e sua madre.

Elder, rispondendo alle domande della donna, ha raccontato che “la droga la voleva il mio amico. Io non la volevo. Non mi interessava. Sono solo uscito per aiutarlo. Avevo bevuto prima (…). Ho preso una birra sola. Ero completamente sobrio“.

“Abbiamo camminato intorno al luogo dell’incontro per un po’ ed è stato allora che abbiamo visto due estranei che si parlavano tra loro e ci guardavano, ma camminando in un’altra direzione. Così abbiamo girato in una direzione differente e” ci siamo chiesti chi fossero “quei tizi, e io ho detto ‘Non lo so, non hanno un aspetto affidabile‘”.

Finnegan Lee Elder: il racconto dell’omicidio di Cerciello Rega

“In un attimo mi sono girato e quello grande mi ha aggredito“, ha raccontato alla madre Finnegan Lee Elder, come riporta il Corriere della Sera. “Mi stavo girando e mi ha placcato. Mi ha buttato a terra. Era così grosso e pesante, ha iniziato a strangolarmi. Allora ho tirato fuori il coltello e l’ho colpito un po’ di volte“.

“Lui ha cercato di prendere la pistola, e quando si è reso conto che la pistola non c’era ha cercato di afferrare il coltello e girarlo verso di me, così ho cambiato mano e l’ho colpito un altro paio di volte finché non mi si è tolto di dosso, e poi si è tolto, e sono corso via”, ha riferito ancora, secondo quanto emerge dalle intercettazioni.

Elder sul cc ucciso: “Se avesse fatto bene il suo lavoro non sarebbe successo”

“Tutto quello che so è che se” Mario Cerciello Rega “avesse fatto bene il suo lavoro questo non sarebbe mai successo”, ha concluso il giovane.

Il Corriere della Sera riporta anche le conversazioni tra Elder e l’avvocato americano Craig Peters, amico di famiglia. Riguardo la colluttazione il giovane ha sottolineato che i due carabinieri “non hanno mostrato nulla, non hanno detto nulla. Abbiamo pensato che fossero della mafia o qualcosa del genere. Pensavo semplicemente che mi stavo difendendo”.

VirgilioNotizie | 05-01-2021 22:34

Mario Rega Cerciello, il carabiniere ucciso a Roma
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