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Anziano ospite di una Rsa morto in ospedale vicino Rimini: parenti avvisati 8 giorni dopo il decesso

Un anziano ospite di una Rsa vicino Rimini è morto solo nell’ospedale nel quale era stato trasferito per accertamenti: parenti avvisati 8 giorni dopo

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Era stato trasferito per accertamenti all’ospedale di Rimini, dove però è morto da solo. È quanto accaduto a un 91enne ospite di una Rsa del capoluogo romagnolo. I parenti avrebbero contestato alla struttura di essere avvisati solo 8 giorni dopo il decesso, ma l’avvocato della casa di riposo ha fornito un’altra versione.

L’anziano morto in ospedale a Rimini

L’anziano morto in ospedale era ospite della casa di riposo “La Marina” di Igea Marina, comune della provincia di Rimini, in Emilia-Romagna, dal marzo 2021.

Si era trasferito dopo che la sua unica figlia, originaria di Varese ma residente a Cesenatico, aveva deciso di rivolgersi alla Rsa per trovare una sistemazione per il padre.

Anziano ospite di una Rsa morto in ospedale vicino Rimini: parenti avvisati 8 giorni dopo il decessoFonte foto: Tuttocittà.it
Igea Marina, comune della provincia di Rimini dove si trova l’Rsa nella quale era ricoverato l’anziano che è poi morto da solo nell’ospedale del capoluogo romagnolo

L’uomo, un anziano di 91 anni, è morto il 15 gennaio all’ospedale di Rimini, dopo la chiamata del 118 da parte della struttura.

La famiglia dell’uomo si sarebbe lamentata di non essere stata avvisata dello spostamento.

E quando l’unica figlia dell’anziano, una donna di circa sessant’anni, ha saputo del trasferimento del padre, il 91enne era già morto da 8 giorni.

Il racconto della figlia dell’anziano

A ricostruire la storia è stato Il Resto del Carlino, che ha contattato la figlia del 91enne.

La donna ha raccontato di aver ricevuto una telefonata dalla Rsa il 23 gennaio, con un’operatrice della struttura che le avrebbe chiesto informazioni circa la salute del padre.

A quel punto, di fronte alla sorpresa della donna, l’operatrice avrebbe spiegato che l’uomo era stato trasferito “per svolgere accertamenti legati a una errata deglutizione”, e che “si sarebbe adoperata per capire dove fosse ricoverato mio padre”.

Nel corso della giornata però, la stessa operatrice ha richiamato la donna, comunicandole che il padre “era deceduto il giorno stesso del ricovero e che si trovava all’obitorio dell’ospedale di Rimini”.

La querela presentata dalla figlia

L’anziano è quindi morto da solo, senza che nessuno dei suoi affetti fosse presente al suo capezzale o quantomeno al corrente della sua condizione.

Motivi che hanno spinto la donna a presentare una querela, come spiegato dall’avvocato Angelo Soragni, del Foro di Forlì Cesena: “Abbiamo lasciato all’autorità giudiziaria le eventuali ipotesi su cui basare un’indagine. I risvolti di questa vicenda potrebbero essere sia penali sia civilistici con risarcimento del danno”, ha spiegato il legale all’Ansa.

La denuncia è stata presentata ai carabinieri di Cesenatico dalla donna, nella speranza di poter avere “risposte sul perché ho saputo della morte di mio padre ben 8 giorni più tardi. E perché anche non abbia saputo nulla ancor prima del suo ricovero”.

Per l’avvocato Soragni è infatti “assurdo pensare che non si possa dare una comunicazione tempestiva oggi con i mezzi di comunicazione che ci sono a disposizione”.

La nota dell’avvocato della Rsa

Martedì 6 febbraio, l’avvocato difensore della casa di riposo La Marina, Alessandro Frisoni, ha smentito le indiscrezioni apparse sulla stampa in merito a una comunicazione tardiva del decesso dell’uomo alla famiglia.

Il legale ha infatti sottolineato “la più totale e assoluta trasparenza nonché correttezza” della condotta del personale della Rsa, avvenuta “nel pieno rispetto delle vigenti norme e delle procedure interne”.

Sostanzialmente, Frisoni ha affermato che il 15 gennaio 2024 “per sopravvenuto malessere dell’ospite”, gli infermieri della casa di riposo hanno chiamato il 118, allertando quindi il pronto soccorso dell’Ospedale Civile di Rimini.

Successivamente hanno provato a contattare “più volte telefonicamente, senza esito“, la figlia e la nipote dell’uomo.

Situazione che si sarebbe già verificata in passato, al punto che – ha aggiunto Frisoni – solo dopo il decesso “è stato possibile consegnare alla nipote tutta la corrispondenza risalente ai mesi di maggio, agosto e settembre 2023″.

Inoltre, l’ultima visita dei parenti all’anziano sarebbe avvenuta tra agosto e l’inizio di settembre 2023.

L’avvocato ha infine aggiunto che la casa di riposo “non ha ricevuto alcuna comunicazione di decesso da parte dell’Ospedale di Rimini” dopo la chiamata al 118 e, pertanto, “nessuna responsabilità può essere addebitata alla struttura“.

ospedale-rimini Fonte foto: ANSA

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