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Swim for Parkinson: quando la malattia diventa un’opportunità

Trenta atleti, tra i quali alcuni affetti da Parkinson, hanno attraversato a nuoto il braccio di mare fra Capo Peloro e Cannitello.

“Forse è una pazzia, però mi piace” dice Emanuela, una degli nuotatrici che hanno preso parte a Swim for Parkinson, l’iniziativa che ha coinvolto trenta atleti, di cui alcuni affetti da Parkinson, nelle acque tra Capo Peloro e Cannitello. I poco meno di quattro chilometri a nuoto dello Stretto di Messina sono diventati la bandiera di un mare da vivere… senza barriere.

Questo lo slogan dell’impresa ideata dall’Associazione L’Aquilone ONLUS e che ha visto il campione Massimiliano Rosolino nelle vesti di testimonial insieme a Cecilia Ferrari, in acqua per sostenere l’impegno della fondazione a migliorare la qualità della vita dei pazienti parkinsoniani.

“Il messaggio è quello che si può e si deve fare sport, che ci si può divertire e che la vita non è assolutamente finita”, afferma la donna, a cui il morbo è stato diagnostico oltre dieci anni fa, e che in un’intervista alla Fondazione Limpe per il Parkinson Onlus ha raccontato di come si è preparata alla traversata messinese.

Cecilia ed Emanuela sono solo due fra i 250mila malati in tutta Europa, ai quali il gruppo di Swim For Parkinson dà prova di un’energia che è ancora possibile conservare. E mentre la ricerca continua, questo gruppo di coraggiosi atleti e atlete ha affrontato una sfida soprattutto con se stessi.

“Supereroi”, li definisce il neurologo Nicola Modugno e il messaggio che Emanuela con gli altri atleti ha mandato è forte e chiaro: “il Parkinson possiamo trasformarlo in una opportunità, non è semplicemente una disabilità.

VIRGILIO NOTIZIE | 06-09-2019 11:50

Swim for Parkinson Fonte foto: Mediaset
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