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Seconda ondata, quando ci sarà il picco in Italia? La previsione

Un nuovo studio svela quando potrebbe arrivare il picco della seconda ondata di coronavirus in Italia

Il picco della seconda ondata di coronavirus, in Italia, potrebbe arrivare a cavallo tra i mesi di ottobre e novembre. I due ricercatori italiani Giacomo Cacciapaglia (che lavora all’Institut de Physique des 2 Infinis, Villeurbanne, Francia) e Francesco Sannino (dell’Università della Danimarca meridionale, Odense, Danimarca) hanno elaborato un modello matematico che ha l’obiettivo di capire, sulla base dei dati rilevati, come potrebbe evolvere la pandemia in Italia e non solo. I risultati del loro studio sono stati pubblicati su ‘Scientific Reports’.

Il lavoro, come riporta l”Agi’, suggerisce che la tempistica precisa dei picchi dei tassi di infezione da coronavirus per ogni Paese potrebbe essere controllata attraverso il distanziamento sociale, il controllo dei focolai locali e le misure di controllo delle frontiere.

Utilizzando i dati della prima ondata, ma consentendo una variazione del 15% nei tassi di infezione, i ricercatori hanno dimostrato che la tempistica dei picchi della seconda ondata è fortemente dipendente dai tassi di infezione, con picchi più rapidi previsti per i Paesi con tassi di infezione più elevati.

Le misure di allontanamento sociale e il comportamento individuale responsabile, qualora siano implementati precocemente, possono avere un forte effetto sul momento in cui si verificano i picchi.

Prendendo in considerazione la situazione attuale in Europa, gli autori dello studio hanno modellato le dinamiche temporali di una seconda ondata per tutti i Paesi e creato una simulazione video sulla probabilità che una seconda ondata raggiunga il picco in ciascun Paese.

In Italia il possibile picco è stimato a cavallo tra ottobre e novembre, ma i tempi precisi potrebbero essere potenzialmente controllati tramite il controllo delle frontiere, le misure di allontanamento sociale e il controllo dei focolai locali.

In Italia il picco potrebbe raggiungere una entità analoga a quella che abbiamo già conosciuto in termini di nuovi casi.

Stando a quanto suggerito dagli autori, il modello, facilmente adattabili ai nuovi dati, potrebbe essere uno strumento utile per governi, mercati finanziari, industria e singoli cittadini per prepararsi in anticipo e, possibilmente, contrastare la minaccia di ondate pandemiche ricorrenti.

VIRGILIO NOTIZIE | 25-09-2020 08:29

Coronavirus: i focolai in Italia. Dove e quanti casi Fonte foto: Ansa
Coronavirus: i focolai in Italia. Dove e quanti casi
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