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Scuola, il nodo della riapertura. Diverse Regioni sono contrarie

Diverse Regioni contestano la riapertura delle scuole il 7 gennaio. Preoccupa la possibile nuova impennata di contagi

“Noi come Regione siamo favorevoli alle riaperture delle scuole il 7 gennaio e saremo pronti per quella data. Gli studenti italiani stanno pagando un prezzo altissimo”. Lo ha detto al Tg3 il presidente dell’Emilia-Romagna e della Conferenza Stato-Regioni, Stefano Bonaccini, parlando della riapertura delle scuole in presenza.

“Detto questo, condivido le preoccupazioni dei miei colleghi e sarebbe giusto che il governo ci riconvocasse per prendere una decisione definitiva. Se c’è timore visti i numeri, ci si ritrova, si discute e si decide”, ha aggiunto.

Secondo quanto previsto, il 6 gennaio scade il Dpcm con le misure per le festività natalizie e il 7 gli studenti rietreranno in classe, con la didattica in presenza alle superiori almeno al 50%. Dato l’andamento attuale dell’epidemia però la riapertura delle scuole potrebbe portare ad una nuova impennata di contagi.

Diversi esperti hanno invitato alla prudenza, come Roberto Burioni che ha messo in guardia circa la possibile diffusione nelle scuole della variante inglese del coronavirus, che appare più contagiosa proprio nei bambini e nei ragazzi.

Diverse Regioni si dicono contrarie alla riapertura della scuola decisa dal governo. Il presidente del Veneto Luca Zaia ha a Repubblica di avere “molte perplessità” a riguardo: “È ormai assodato che le curve dei contagi siano collegate ovunque alla ripresa della scuola”.

Se gli studenti si contagiano, ha aggiunto, “la letteratura dice che in molti casi sono asintomatici e con cariche virali alte. E un’aula scolastica rischia di essere il terreno di coltura del virus, che poi si propaga sui bus e fuori dagli istituti”.

Sulla stessa linea l’assessore alla Sanità della Regione Alessio D’Amato: “Con questi dati in crescita non si può riaprire – ha detto all’Adnkronos –  faccio un appello al governo a riflettere bene sulla riapertura delle scuole superiori il 7 gennaio. Devono restare chiuse, in tutta Italia“.

“Occorre grande prudenza – ha sottolineato -, siamo nella fase più delicata della pandemia, ci sono tre mesi invernali di fronte e noi saremo impegnati in una complessa campagna vaccinale. Il problema non sono le lezioni in aula ma tutto ciò che sposta la scuola, tutto ciò che gira attorno alla scuola”.

Preoccupazione condivisa anche dalla Puglia, con il presidente Michele Emiliano che si appresta a firmare una nuova ordinanza per consentire alle famiglie degli studenti di scegliere tra didattica in presenza e lezioni a distanza. Confermando l’ordinanza precedente che era scaduta il 23 dicembre.

VirgilioNotizie | 02-01-2021 20:49

Covid, cosa succede il 7 gennaio? Tornano le zone: gli scenari Fonte foto: ANSA
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