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Covid: epidemia "fuori controllo" in Italia, il report Gimbe

I positivi al coronavirus salgono a quota 600mila, ovvero l'1% della popolazione: per questo la situazione è critica

Dall’ultimo monitoraggio sull’emergenza coronavirus della Fondazione Gimbe emerge una bella notizia: la curva epidemica sta subendo un rallentamento, nell’incremento percentuale dei casi, seppur lieve. Potrebbero essere gli effetti delle misure di contenimento, ma anche una conseguenza della saturazione della capacità di testing. Preoccupano invece gli altri dati, in particolare il numero di vittime per cause legate a Covid-19.

Nella settimana tra il 4 e il 10 novembre le morti sono aumentate del 70% rispetto a quella precedente, arrivando quasi a quota 3mila: sono 2.918 contro i 1.712 rilevati tra il 28 ottobre e il 3 novembre. Lo riporta l’Ansa.

“Ieri abbiamo superato i 600mila casi attualmente positivi, ovvero in isolamento domiciliare, ricoverati con sintomi e in terapia intensiva. Questo è un dato importante perché, come sappiamo, un’epidemia si definisce fuori controllo nel momento in cui i positivi superano l’1% della popolazione e ieri, oltre ad aver superato il milione di casi da inizio pandemia, abbiamo sfondato la soglia dell’1% di popolazione attualmente con infezione da Sars-Cov-2″, ha spiegato Nino Cartabellotta, presidente di Gimbe, ad Agorà, su Rai 1.

Fondazione Gimbe, preoccupano i dati dell’emergenza Covid

Aumentano tutti gli altri indicatori: il numero dei nuovi casi, passati da 195.051 a 235.634, quello dei tamponi, passato da 817.717 a 872.026, e il rapporto tra positivi e casi testati, cresciuto di quasi quattro punti percentuali e arriva al 27%. Gli attualmente positivi passano da 418.142 a 590.110, e aumentano i ricoveri. Nei reparti ordinari si trovano 28.633 malati con sintomi, e sono in terapia intensiva ben 2.971 pazienti.

“L’aumento degli attualmente positivi si riflette sul numero dei pazienti ricoverati con sintomi e in terapia intensiva, con gli ospedali sempre più vicini alla saturazione, oltre che sul numero di decessi, che nell’ultima settimana hanno superato quota 2.900″, ha spiegato Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, al Corriere della Sera.

Troppi medici e infermieri contagiati: l’allarme di Gimbe

In 11 regioni è stata superata la soglia di saturazione degli ospedali fissata al 40% dei posti letto in area medica e del 30% per le terapie intensive. “Negli ultimi 30 giorni”, ha spiegato ancora Nino Cartabellotta al Corriere della Sera, “si sono verificati 19.217 contagi tra gli operatori sanitari, rispetto ai 1.650 dei 30 giorni precedenti. Oltre al rischio di focolai ospedalieri, in Rsa e in ambienti protetti, preoccupa l’impatto sul personale sanitario, già in carenza di organico oltre che provato dalla prima ondata”.

Cartabellotta: “Il sistema di monitoraggio non è adeguato”

“Il colore di una regione viene deciso sulla base di due parametri principali: l’indice Rt e la classificazione del rischio attraverso i 21 indicatori. Ma il valore Rt è inappropriato per informare decisioni rapide perché fotografa un quadro dei contagi relativo a 2-3 settimane prima e presenta numerosi limiti. L’indice Rt usa lo specchietto retrovisore, invece del binocolo e rallenta la tempestività e l’entità delle misure per contenere la curva epidemica”, ha sottolineato Nino Cartabellotta.

Per questo “il sistema di monitoraggio non è uno strumento decisionale adeguato. Senza un immediato cambio di rotta sui criteri di valutazione e sulle corrispondenti restrizioni, solo un lockdown totale potrà evitare il collasso”, ha concluso il presidente della Fondazione Gimbe.

VIRGILIO NOTIZIE | 12-11-2020 12:49

Covid, cambia l'identikit dei positivi: chi sono i contagiati Fonte foto: Ansa
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