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Putin vuole bloccare anche il grano dopo il gas: quanto potrebbe costare il pane in Italia

Vladimir Putin, dopo il gas, vorrebbe bloccare anche l'esportazione del grano verso l'Europa: quanto potrebbe costare il pane in Italia

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Al freddo, senza pane né pasta. Vladimir Putin prosegue sul doppio binario del conflitto bellico in Ucraina e nello scontro con l’Occidente, a colpi di sanzioni. In risposta alle mosse di Unione europea e Stati Uniti, il presidente della Russia ha minacciato di lasciare l’Europa senza grano, dopo aver chiuso i rubinetti del gas.

L’accusa di Putin

Putin ha dichiarato che il pianeta rischia una catastrofe umanitaria senza precedenti perché l’Occidente esporterebbe la maggior parte del grano ucraino nei propri Stati e non nei Paesi bisognosi dell’Africa.

Pertanto, Putin – alla plenaria del Forum economico orientale – avrebbe consigliato di pensare “a limitare l’esportazione di grano e altri generi alimentari” dall’Ucraina all’Europa.

putin grano paneFonte foto: ANSA

Cosa cambierebbe per l’Italia

Ma in che misura ricadrebbe la minaccia di Putin sull’Italia?

Secondo Coldiretti, il nostro Paese potrebbe perdere quasi 1,2 milioni di chilogrammi di grano per la panificazione e di mais per l’alimentazione degli animali.

Sarebbe una tragedia, visto che l’Italia è decisamente dipendente dalle importazioni straniere: per il 64% del frumento tenero (serve pane, biscotti, dolci), per il 47% del granturco per l’alimentazione delle stalle.

Quanto costerebbe il pane

Nel 2021 l’Italia ha importato 120 milioni di chili di grano dall’Ucraina e 100 milioni di chili dalla Russia.

La situazione è destinata a colpire, a cascata, il portafoglio dei consumatori.

Lo stop del grano ucraino comporterebbe, in Italia, un aumento dei generi alimentari, che si è già verificato a causa dell’inflazione (ecco quanto spenderanno ‘in più’ gli italiani in autunno): +13,6% nel carrello della spesa a causa di rincari legati alla guerra (come il carburante e le bollette di luce e gas) e siccità.

L’Unione dei panificatori campana ha spiegato che, proprio a causa del caro energia e dell’aumento delle bollette, le aziende si trovano di fronte all’alternativa di aumentare il prezzo del pane fino a 5-6 euro al chilo, “oppure cessare l’attività”.

Sei mesi fa, a Napoli, il costo del pane era intorno ai 2 euro al chilo.

Anche per questi motivi, sempre più italiani fanno la spesa nei discount alimentari, che stanno registrando vendite in crescita (sfiorano il +10%).

Le città in cui il pane costa di più

Secondo i dati del Ministero dello sviluppo economico, elaborati da Assoutenti, dove costa di più il pane? Ecco l’elenco delle città, con il valore che si riferisce alla quotazione massima al chilogrammo:

  • Ferrara: 9,80 euro;
  • Forlì: 9 euro;
  • Venezia: 8,50 euro;
  • Bolzano: 6,50 euro;
  • Ancona: 6,50 euro;
  • Bologna: 6,40 euro;
  • Macerata: 6,40 euro;
  • Trento: 6,40 euro;
  • Modena: 6 euro;
  • Milano: 6 euro;
  • Reggio Emilia: 6 euro;
  • Udine: 6 euro;
  • Bari: 6 euro.

Le città in cui la pasta costa di più

Questa, invece, la classifica delle città più care per quanto riguarda la pasta, con dati elaborati sempre da Assoutenti (quotazione massima al chilogrammo):

  • Cagliari: 4,71 euro;
  • Sassari: 3,35 euro;
  • Perugia: 3,22 euro;
  • Bergamo: 3,16 euro;
  • Grosseto: 3,1 euro;
  • Macerata: 3,08 euro;
  • Genova: 3,07 euro;
  • Brescia: 3,02 euro;
  • Pescara 3,01 euro.

putin-grano Fonte foto: ANSA
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