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Eros Ramazzotti difende Laura Pausini dopo il caso Bella Ciao: "Ha fatto bene". Il parere del cantante

In difesa di Laura Pausini si schiera un vecchio amico come Eros Ramazzotti, sul caso di "Bella Ciao"

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Il Laura Pausini-gate continua a far discutere: dopo essersi rifiutata di cantare Bella Ciao durante un’ospitata televisiva spagnola, la cantante è stata subissata di critiche. In sua difesa ora si schiera un vecchio amico come Eros Ramazzotti, secondo il quale la collega ha fatto bene a non cantarla.

Laura Pausini e il caso “Bella, ciao”

La vicenda risale a pochi giorni fa: ospite del programma El Hormiguero, un talk show trasmesso in Spagna, alla cantante italiana è stato chiesto di intonare Bella Ciao, canzone particolarmente famosa in Spagna grazie al successo della serie La Casa di Carta.

Laura Pausini però si è rifiutata, asserendo che si tratterebbe di una canzone “molto politica e io non voglio cantare canzoni politiche”. Immediata la polemica, con accuse incrociate da parte dei vari schieramenti politici e l’intervento di alcuni Europarlamentari.

Lei stessa è tornata sulla questione con tweet in cui scrive: “Aborro il fascismo e ogni forma di dittatura […] Volevo evitare di essere trascinata e strumentalizzata in un momento di campagna elettorale così acceso e sgradevole, purtroppo non è stato così”.

Eros Ramazzotti scende in campo e la difende

Sulla questione si è espresso, sempre dalla Spagna, anche Eros Ramazzotti. Al termine di un concerto in Plaza de Toros a Siviglia, il celebre cantante è stato stuzzicato sul “gran rifiuto” di Laura Pausini a cantare Bella Ciao, schierandosi dalla sua parte.

Non la canterei, è una canzone troppo politica” ha ribattuto a sua volta Ramazzotti, dando quindi ragione alla collega. Ha poi aggiunto: “Non è che Bella Ciao sia troppo politica. Secondo me Laura ha fatto bene, in questo in questo periodo non dobbiamo cantare canzoni né di destra né di sinistra né di centro. Non facciamo politica, facciamo musica“.

La polemica su Bella Ciao e la Pausini “comunista”

Curiosamente, nel giro di pochi mesi è passata da un estremo polemico all’altro. A maggio, poco dopo la conduzione dell’Eurovision, era stata oggetto di una singolare protesta a Miami: era stata accusata di essere comunista e castrista per alcune foto in posa con membri della Sicurezza di Stato cubano.

A Little Havana, allora, alcuni manifestanti hanno protestato contro Laura Pausini, passando con un rullo compressore sui suoi cd e inneggiato affinché lasciasse Miami.

Ora, invece, il contrario: il rifiuto a cantare Bella Ciao è stato tacciato come un atto politico di destra, dal momento che è proprio di questo schieramento politico non riconoscere la natura anti-fascista (e non strettamente di sinistra) del brano dedicato alla Resistenza Italiana.

 

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