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Covid Sicilia, bufera. La Rocca: "Inventate cartelle cliniche"

Covid, Sicilia: Mario La Rocca, i cui audio hanno innescato una polemica rovente, afferma che negli ospedali sono state inventate cartelle cliniche

Il ministro alla Salute Roberto Speranza, dopo la bufera innescata da alcuni audio di Mario La Rocca (burocrate attivo in Sicilia), ha subito mandato i tecnici e i carabinieri del Nas per fare totale chiarezza su un caso che è già divenuto una tempesta mediatica.

Come riferisce l’Ansa, La Rocca, a capo del dipartimento pianificazione strategica dell’assessorato, tra i dirigenti in prima linea nell’emergenza, in un un audio, inserito in una chat tra dirigenti e manager di Asp e ospedali, avrebbe fatto pressione sui numeri di letti in terapia intensiva e reparti ordinari da comunicare al governo per evitare che la regione diventi zona rossa.

“Oggi su Cross dev’essere calato tutto il primo step al 15 novembre. Non sento ca.., perché oggi faranno le valutazioni e in funzione dei posti letto di terapia intensiva decideranno in quale fascia la Sicilia risiede”, afferma La Rocca nella chat pubblicata dal quotidiano La Sicilia.

“Non è accettabile che noi si subisca ulteriori restrizioni perché c’è resistenza da parte di qualcuno ad aprire posti letto di terapia intensiva o ordinari. Sono a casa, da tre settimane col Covid, ed è da tre settimane che vi prego di aprire posti“. L’audio è stato ritenuto dal ministro agli Affari regionali, Francesco Boccia, “grave e inaccettabile”.

Sulla vicenda è intervenuto in prima persona La Rocca nelle scorse ore, parlando ai microfoni dell’Ansa: “Ero incavolato: dicevo ai manager di ospedali e Asp che dovevano applicare il piano della Regione destinando posti letto ai malati Covid ma non lo facevano, non avevano gli attributi per imporsi su alcuni medici: perché la verità è che ci sono medici che si stanno sacrificando dando l’anima in questa emergenza e ci sono quelli che invece non vogliono occuparsi di questi malati per potere continuare a gestire pazienti in intramoenia”.

E ancora: “Mentre ero a casa per il Covid, ho notato che alcuni manager di ospedali da tre settimane non facevano nulla, eppure avrebbero dovuto applicare il piano della Regione per l’attivazione di posti letto per i pazienti malati di Coronavirus. Il 4 novembre ho mandato quegli audio nella chat, due giorni dopo, avendo il tampone negativo, ho fatto il giro di alcuni ospedali a Palermo, ho trovato 100 posti in un giorno”.

“Quegli audio – continua La Rocca – erano uno stimolo ad accelerare l’attivazione di nuovi posti per i pazienti Covid. Percepivo da parte di alcuni manager la scarsa consapevolezza da un lato per l’aumento dei contagi e dall’altro per la crisi economica generale e dunque la necessità di accelerare. Mi sono reso conto che c’era anche l’incapacità da parte di alcuni a imporsi all’interno delle proprie aziende ospedaliere anche a costo di dispiacere quei medici che non volevano trasformare i propri reparti da ordinari a Covid”

Arriva poi un’ulteriore confessione che farà sicuramente discutere: “Pur di non svuotare alcuni reparti, per destinare i posti letto ai pazienti Covid, c’è chi ha scritto nelle cartelle cliniche diagnosi inventate, ne ricordo una che parlava di tubercolosi, ma non era vero”.

VIRGILIO NOTIZIE | 21-11-2020 20:43

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