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Covid, 'dietrofront' di Ricciardi su riapertura scuole e elezioni

Dopo le dichiarazioni degli scorsi giorni, Walter Ricciardi è tornato a esprimersi sulla riapertura della scuola e sulla possibilità di votare

Di: VirgilioNotizie | Pubblicato:

Dobbiamo riaprire le scuole perché sono il motore del sistema democratico. Lo dobbiamo fare cercando di limitare la circolazione fuori dagli istituti e rispettando protocolli rigidi”, ha dichiarato Walter Ricciardi intervenendo al meeting di Rimini, come riporta l’Ansa. L’esperto ha sottolineato che “le decisioni si basano sui dati, non sulle emozioni o sull’ideologia”.

Riguardo le polemiche dei giorni scorsi, il medico ha spiegato: “A una domanda sulla riapertura delle scuole e sulla tenuta delle elezioni ho detto che in Italia si possono e si debbono riaprire le scuole e si può votare, ma bisogna fare in modo che non succeda quello che sta avvenendo in altri Paesi. Invece, è stato riportato che io mettevo in dubbio riapertura delle scuole e le elezioni. Da siti farlocchi o pirata te lo aspetti, ma non dai grandi media italiani. Per fortuna chiunque può verificare, visto che ero in televisione”.

L’aumento dei casi di positività al Covid 19 “naturalmente non significa che la situazione sia fuori controllo, siamo ancora in grado di controllarla perché più o meno i focolai sono mille in Italia. Ma se diventano 2mila o 3mila non riusciremo più a controllarla”, ha aggiunto il consulente del Ministero della Salute per l’emergenza Covid in Italia.

“Ieri mi chiedevano come fa uno a mettere in correlazione i contagi con la discoteca e la movida? Praticamente i casi del Lazio sono in gran parte dovuti a giovani tornati soprattutto dalla Sardegna dove hanno ballato ammassati“, ha spiegato ancora Walter Ricciardi.

Il medico ha chiarito che un secondo lockdown dovrebbe essere uno scenario improbabile. “È una situazione completamente differente per molti motivi“, ha dichiarato, escludendo nuove chiusure nazionali.

“Innanzitutto perché i casi li intercettiamo molto prima, nel senso che questo sistema di testing e di tracciamento porta a identificare soggetti nella stragrande maggioranza asintomatici. Quello che è successo a gennaio e febbraio è che questi casi non venivano identificati e quindi diventavano gravi, la sintomatologia diventava grave e andavano in terapia intensiva“, ha dichiarato al meeting di Rimini, come riporta l’Ansa.

“Abbiamo ampliato la capacità di testing e di tracciamento, e quindi i casi li identifichiamo molto precocemente. Ed è stato rafforzato enormemente il Servizio sanitario nazionale, sono stati dati fondi importanti che non erano stati dati negli ultimi 5 anni, e questo ha consentito di assumere personale, di migliorare le condizioni di lavoro”, ha spiegato ancora Walter Ricciardi. “Credo che non ci sarà quel tipo di immagini che noi abbiamo visto, ma questo non significa che non dovremo stare attenti per evitarlo“.

Coronavirus: i focolai in Italia. Dove e quanti casi Fonte foto: Ansa
Coronavirus: i focolai in Italia. Dove e quanti casi
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