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Coronavirus, "ricetta" degli esperti per far ripartire l'Italia

Servono una combinazione di interventi e una sinergia tra autorità sanitarie e comunità scientifica

La via per far ripartire l’Italia dopo la pandemia da coronavirus passa da “una combinazione di interventi differenziati a seconda del contesto territoriale” con l’affidamento a “modelli numerici e statistici con la consapevolezza dei loro limiti” e lo “stretto coordinamento” con le autorità sanitarie locali. La ricetta è stata preparata da un team di fisici, informatici, data scientists e statistici degli Istituti di Ricerca di Trieste, in collaborazione con la Regione Friuli Venezia Giulia.

Dopo il distanziamento sociale, infatti, “sarà necessario un ampliamento della capacità di testare e tracciare individui” hanno spiegato all’Ansa gli esperti.

“Ugualmente importante – questo è l’avvertimento del team – sarà lo sviluppo di modelli matematici che rispecchino le realtà locali e la collaborazione con le strutture sanitarie che possono valutare in modo diretto la situazione”.

In merito ai dati, gli studiosi hanno spiegato che quelli “sui nuovi positivi sono influenzati da molti fattori, tra cui il numero giornaliero di tamponi fatti e la distribuzione geografica della popolazione”.

Lo sbaglio è che “la strategia di tamponi varia tra provincie diverse e in giorni diversi – hanno aggiunto -. Ciò non permette un’interpretazione diretta del numero dei positivi”.

Per avere un’immagine più chiara della situazione, bisognerebbe utilizzare “dati aggregati a livello regionale, numeri di ricoverati o la frazione di positivi ricoverati su tutti i positivi”.

Per il post-quarantena “si parla spesso di soluzioni ‘stop and go’, di test a tappeto o di tracciamento elettronico tramite cellulari. L’effetto di queste azioni è incerto: si deve ricorrere a modelli matematici per prevederlo”.

I modelli, tuttavia, “contengono necessariamente semplificazioni rispetto alla realtà”. Per questo secondo gli esperti “per ripartire” serve “una combinazione di interventi”.

“Speriamo – questa è la conclusione a cui sono giunti – che le esperienze maturate in questa fase portino a una più stretta collaborazione tra autorità sanitarie e comunità scientifica per sviluppare strategie di raccolta dati appropriate, supportate da una comunicazione informata, trasparente e responsabile di analisi e modelli”.

VirgilioNotizie | 01-04-2020 17:15

Coronavirus, città deserte nel mondo: le immagini Fonte foto: Ansa
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