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Coronavirus, Giletti e Gallera scontro in tv: Fatti troppi sbagli

In prima serata La7, durante Non è l'Arena botta e risposta sulla gestione dell'emergenza da parte della Regione Lombardia

Un acceso confronto televisivo, come oramai tanti se ne vedono, parlando di responsabilità sull’emergenza sanitaria dovuta all’epidemia da coronavirus. Si sono scontrati ieri sera, nel corso di Non è l’Arena in prima serata su La7, il padrone di casa Massimo Giletti e l’assessore al welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera.

L’assessore Gallera ospite in collegamento con gli studi di Non è l’Arena è stato incalzato da Massimo Giletti sulla gestione dell’emergenza ad Alzano Lombardo da parte della Regione Lombardia. Il conduttore di La7 ha chiesto all’assessore al welfare: “Perché Bergamini (in realtà si chiama Bergamaschini, ndr), un medico, che ha denunciato la situazione grave all’interno di un’ospedale, è stato cacciato e sospeso? Codogno non ha insegnato niente?”.

Gallera si è difeso attaccando: “Le sto dicendo delle cose inconfutabili, Codogno è arrivato due giorni prima di Alzano, ma che cosa doveva insegnare?”. Per poi aggiungere: “Ad Alzano il 23 febbraio l’ospedale è stato chiuso per due ore per sanificare i locali e abbiamo tamponato tutte le persone lì – dichiara Gallera -. La zona rossa l’abbiamo chiesta e non è stata attuata”.

Giletti però ha ribattuto: “E’ evidente che qualcosa a livello territoriale non ha funzionato” e grazie anche all’intervento di Gessica Costanzo giornalista che ha denunciato le negligenze ad Alzano Lombardo: “Tutte le famiglie hanno avuto dei lutti. Quando tutto ci ha travolto, era doveroso chiedere ‘come mai proprio a noi?’ Ho raccolto diversi segnalazioni di persone in servizio all’ospedale di Alzano e mi hanno detto che nessuno diceva loro cosa bisognasse fare. Non è stata data alcuna indicazione”.

Ma Gallera ancora sulla difensiva: “Se è una persona intellettualmente onesta… mi dica che cosa doveva insegnare il caso Alzano se ancora non era chiaro cosa stava accadendo”.

Tra le negligenze imputate alla Regione Lombardia anche quella della gestione delle case di riposo dove il Covid-19 è proliferato quasi indisturbato. A esprimere tutta la rabbia la signora Cinzia Bisoni, figlia di una delle ospiti della casa di riposo di Mombretto, diventata un vero e proprio lazzaretto, che all’assessore Gallera ha detto: ‘Abbiamo fatto una diffida e una denuncia contro ignoti, ho tanta rabbia e mi sento impotente, come chi ha nel cuore i familiari dispersi’. Gallera risponde: ‘Sono vicino alla signora che non può vedere la mamma, in una casa di cura, e sono vicino ai parenti dei deceduti, la responsabilità è del gestore della casa per anziani’.

VirgilioNotizie | 06-04-2020 09:39

giletti-gallera Fonte foto: Ansa
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