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Coronavirus, durissimo attacco di Galli contro Zangrillo

Il professore del Sacco, Massimo Galli, torna sulle dichiarazioni di Zangrillo e attacca: "Un virus clinicamente morto non ammazza più"

Non è vero che questa cosa non sia stata smentita. Da alcune settimane evito di entrare in polemica su questo tema, che significherebbe accreditare questa tesi di pari dignità scientifica: continuiamo ad avere focolai, ci sono fortunatamente poche persone che arrivano in terapia intensiva”. Massimo Galli, direttore di Malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano, a Stasera Italia ha risposto a una domanda in merito alle parole del professore Alberto Zangrillo, rilasciate durante il convegno in Senato ‘Covid-19 in Italia: tra informazione, scienza e diritti’. A rilanciare l’intervento di Galli ci ha pensato l’Adnkronos.

L’attacco di Galli a Zangrillo

“Quando ho detto che il virus è clinicamente inesistente probabilmente ho sbagliato nei toni, chiedo scusa. Ma nessuno è riuscito a contraddirmi“, aveva detto Zangrillo in senato.

Secca la reazione di Galli: “I pochi buonisti che continuano a fare rumore devono farsi una domanda sull’utilità di questo messaggio che non ha base scientifica“.

“Una minoranza rumorosa di colleghi, che stimo e conosco da anni e per cui nutro anche sentimenti d’amicizia – ha aggiunto a La7 – mi sembra vogliano portare avanti una posizione su cui non mi va nemmeno di misurarmi“.

Galli: “Un virus clinicamente morto non ammazza più”

Un virus clinicamente morto non ammazza più, purtroppo non è così: il virus ammazza ancora, fortunatamente in misura minore”, ha detto Galli.

Il professore del Sacco ha poi dichiarato di essersi “informato ‘zero’ su questo convegno e sono caduto in un tranello. Quando ho ricevuto una telefonata da un’agenzia di stampa, ero immerso tra una riunione e un’altra. Non sono stati nemmeno chiari nel pormi la domanda: mi hanno parlato di un cantante, di un critico d’arte e di un politico e ho detto che non mi sembra che queste persone abbiano titolo per parlare di questa cosa. Il guaio è che lì c’erano anche miei colleghi, tutti si sono incavolati“.

Abbiamo focolai dappertutto, nel mondo e in Italia – ha concluso -. Persone tornano in rianimazione, per fortuna sono poche. Un virus clinicamente morto non ammazza più, purtroppo non è così. Il virus ammazza ancora, fortunatamente in misura minore”.

VIRGILIO NOTIZIE | 29-07-2020 08:05

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