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Coronavirus, in crescita contagi e ricoveri: il report Gimbe

I dati sull'andamento del coronavirus in Italia nel monitoraggio della Fondazione Gimbe

Crescono nuovi contagi, ricoveri in ospedale e decessi: è la fotografia sull’andamento del coronavirus in Italia secondo il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe. Nella settimana dal 16 al 22 settembre sono stati registrati 10.907 nuovi contagi, con gli attualmente positivi saliti a 45.489, quasi 6mila in più della settimana precedente. Il tutto a fronte di un lieve aumento dei tamponi effettuati.

Oltre ai contagi crescono anche i ricoveri dei malati di Covid-19: 2.064 quelli con sintomi, 239 quelli in terapia intensiva. In aumento anche i decessi, 105, contro i 70 della settimana precedente.

Il sistema sanitario nazionale non mostra sofferenze al momento, ma con la riapertura delle scuole e l’arrivo dell’influenza stagionale è probabile che ci sia un ulteriore aumento di casi e ricoveri. Per questo, afferma al Corriere della Sera il presidente di Gimbe, Nino Cartabellotta, “occorre giocare d’anticipo per contenere la seconda ondata garantendo il vaccino a tutte le persone a rischio e aumentando l’attività di testing e tracing delle Regioni”.

L’aumento dei nuovi focolai di coronavirus ha portato alla netta crescita dei nuovi casi settimanali. In due mesi, dalla settimana 15-21 luglio ad oggi, il rapporto tra i positivi e i casi testati è salito dallo 0,8 al 2,8%. Con notevoli differenze a livello regionale, come il 6.5% della Liguria.

Nello stesso periodo di tempo sono quadruplicati gli attualmente positivi, da 12.482 a 45.489. Facendo ovviamente aumentare i ricoveri in ospedale, triplicati da 732 a 2.604, e quelli in terapia intensiva, quasi quintuplicati (da 49 a 239) .

“Fortunatamente – spiega Cartabellotta – la composizione percentuale dei casi attualmente positivi si mantiene costante: mediamente il 93-94% sono asintomatici/oligosintomatici; i pazienti ricoverati con sintomi rappresentano il 5-6% del totale e quelli in terapia intensiva lo 0,5%”.

Seconda ondata, Cartabellotta: “Giocare d’anticipo”

“Se è vero che rispetto ad altri paesi europei – avverte Cartabellotta – manteniamo ancora un vantaggio rilevante grazie ad un lockdown più tempestivo, intenso e prolungato e a riaperture più graduali, non è il caso di adagiarsi sugli allori, ma bisogna giocare d’anticipo sul coronavirus per contenere la seconda ondata ed evitare sovraccarichi del sistema sanitario”.

“Innanzitutto – spiega – serve un potenziamento consistente del sistema di testing & tracing oltre che adeguate misure per l’isolamento domiciliare; in secondo luogo garantire le coperture vaccinali a tutte le categorie a rischio; infine, bisogna organizzare i servizi sanitari delle Regioni del centro-sud, meno avvezzi alla gestione dell’emergenza ospedaliera”.

“Tutti noi infine – conclude – dobbiamo proteggere al meglio gli anziani e le persone fragili, vista la notevole circolazione in ambito familiare del virus, soprattutto tra giovani asintomatici”.

VIRGILIO NOTIZIE | 24-09-2020 12:08

Coronavirus: i focolai in Italia. Dove e quanti casi Fonte foto: Ansa
Coronavirus: i focolai in Italia. Dove e quanti casi
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