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Coronavirus, l'app Immuni è un flop: "Ma aiuterebbe nei focolai"

I numeri dopo due settimane non sono incoraggianti: l'obiettivo iniziale era che fosse scaricata dal 60% degli italiani

“C’è la convinzione che usare l’app Immuni possa creare problemi di privacy. La verità è che situazioni come quelle del focolaio di Mondragone sarebbero più gestibili se i cittadini la scaricassero”. Parole di Antonio D’Avino, vicepresidente nazionale della Fimp, associazione che raggruppa i pediatri di famiglia, riprese dall’Ansa.

Ed effettivamente i download sono ancora troppo pochi per far sì che Immuni possa essere d’aiuto.

Un sondaggio di Emg Acqua evidenzia che solo il 39% del campione intervistato si dichiara disponibile a scaricare e utilizzare l’app. Eppure alla fine di maggio, i favorevoli all’utilizzo di Immuni erano il 44%.

Insomma, la fiducia è in calo e le effettive installazioni ancora meno: “Immuni è stata scaricata 4 milioni di volte“, ha dichiarato ieri la ministra dell’Innovazione Paola Pisano. “Tecnologicamente e tecnicamente sta funzionando”, ha aggiunto, ma nelle prime due settimane a non funzionare è stata probabilmente la comunicazione.

I 4 milioni annunciati dalla ministra ci dicono che solo l’8% degli italiani (escludendo quindi la fascia d’età fino ai 14 anni) ha installato Immuni sullo smartphone. Cifra distante dalla soglia minima del 60% che determina (secondo l’Università di Oxford) il successo o l’insuccesso di questo tipo di app. Lontana anche dalla seconda soglia minima del 20%, fissata non appena ci si è resi conto dell’impossibilità di raggiungere certe cifre.

La stessa Pisano ha ribadito poi il concetto. Manca qualcosa e, in questo caso, la responsabilità sembrerebbe essere scaricata sul ministero della Salute: “Noi abbiamo costruito la macchina e la macchina funziona bene – ha spiegato la ministra -, ora tocca al pilota“. Che, nel caso di Immuni, dovrebbe essere il collega Roberto Speranza.

Ma oltre a tutti questi problemi, sullo scarso numero dei download potrebbe aver inciso il fatto che varie Regioni, alcune per analisi statistiche ed epidemiologiche (Lombardia), altre per assistenza medica (Lazio e Veneto) o per i turisti in vacanza (Sicilia), hanno promosso altre app simili ad Immuni. E quindi, nell’immaginario degli utenti, alternative.

VirgilioNotizie | 28-06-2020 10:02

App Immuni, le prime immagini: ecco le funzioni e i menù Fonte foto: Ansa
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