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Laura Boldrini e il caso delle ex collaboratrici: la sua replica

Laura Boldrini si è difesa dalle accuse riguardanti il suo rapporto con alcune sue ex collaboratrici

Nelle ultime ore Laura Boldrini è finita nell’occhio del ciclone per alcune questioni legate a due sue ex collaboratrici, in particolare la sua ex colf Lilia e la sua ex assistente parlamentare Roberta. La deputata ha risposto alle accuse nel corso di un’intervista concessa a ‘La Repubblica’.

Laura Boldrini si difende dalle accuse: l’intervista

A chi l’ha accusata di non aver versato la liquidazione alla ex colf, Laura Boldrini nell’intervista ha replicato: “Non è vero. Lilia, con la quale ho avuto un rapporto sereno per 8 anni, ha regolarmente ricevuto il trattamento di fine rapporto. Restano da saldare gli scatti di anzianità maturati“.

Poi ha aggiunto: “Da settembre la commercialista ha provato a contattare la funzionaria del Caf che si occupava della pratica, ma non è mai riuscita a rintracciarla. Sostiene di avere provato più volte, senza successo. È stato un periodo complicato per tutti. Ammetto, però, che 6 mesi sono troppi“.

La Boldrini ha rivelato di aver sentito personalmente la sua ex colf Lilia nelle ultime ore, descrivendola come “dispiaciuta per l’eco mediatica”.

Sulla cifra esatta che spetterebbe alla ex colf, la deputata ha precisato: “3 mila euro? La commercialista dice che la cifra è un po’ inferiore“.

La Boldrini si è difesa poi così: “Mi definiscono ‘aguzzina’, ‘padrona’, ‘maschilista’. È macchina del fango“.

Sulla sua ex assistente parlamentare, che si sarebbe licenziata perché la Boldrini le avrebbe negato lo smart working, ha dichiarato: “Abita a Lodi. Da febbraio a maggio ha lavorato da casa, perché eravamo in zona rossa. A maggio voleva lavorare ancora da casa, perché era insorto un problema con il figlio. Le ho fatto presente che sarebbe stato complicato vista la complessità del lavoro da svolgere. Il mio ufficio ha ritmi serrati, avevo bisogno che fosse presente a Roma almeno alcuni giorni. Roberta ha capito. Abbiamo deciso di dividere le nostre strade. Ci siamo salutate con un abbraccio commosso“.

Poi ha aggiunto: “Sono colpita e dispiaciuta dal suo risentimento“.

Laura Boldrini ha confermato di aver chiesto alla sua ex assistente parlamentare di andare in farmacia e di ritirare le giacche dal sarto: “Sì, ma era nei patti. Sapeva che avevo anche delle esigenze personali. Sostiene il contrario? Con me non si è mai lamentata. Vivo sola, mia figlia è all’estero, non mi muovo in autonomia avendo una tutela”.

La deputata ha anche ammesso che “può essere capitato” di aver chiesto alla ex assistente di prenotarle il parrucchiere. La sua giustificazione: “Non accade solo a me, ma a tutte le persone che hanno agende complesse: dispongono di persone di fiducia per simili incombenze. Un uomo può chiedere aiuto alla compagna, una donna sola no”.

La difesa di Laura Boldrini su Facebook

Laura Boldrini ha dedicato alla vicenda anche un lungo post su ‘Facebook’, dove ripercorre il rapporto con le sue due ex collaboratrici.

Nel lungo post si legge: “So di essere esigente sul lavoro, perché lo sono in primis con me stessa, e perché sento la responsabilità del ruolo, ma mai e poi mai ho voluto ferire la dignità dei miei collaboratori e delle mie collaboratrici. Quindi, concludendo, di cosa sono accusata? Del ritardo, in tempi di Covid, nel fare i calcoli degli scatti di anzianità che non compete a me fare? Di aver chiesto alla mia collaboratrice di inserire in agenda anche i miei impegni privati, lavoro su cui a monte avevamo già un accordo?”.

VirgilioNotizie | 25-03-2021 15:15

Laura Boldrini Fonte foto: ANSA
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