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Vannini, la replica di Federico Ciontoli alle accuse di Vannicola

Nuovi sviluppi sul caso Vannini dopo le dichiarazioni di Davide Vannicola

Davide Vannicola è tornato a parlare dopo la sua testimonianza a “Le Iene” sul caso Vannini, il ragazzo ucciso nel 2015 da un colpo di pistola esploso nella casa della sua fidanzata a Ladispoli. E ora sono arrivate anche le dichiarazioni di Federico Ciontoli.

Alla trasmissione Mediaset, Vannicola aveva riportato una confidenza che gli avrebbe fatto l’amico Roberto Izzo (ex comandante dei Carabinieri di Ladispoli), cioè che fu lui a consigliare a Antonio Ciontoli di prendersi la colpa  della morte di Marco Vannini al posto del figlio Federico.

Davide Vannicola, che potrebbe essere sentito presto dalla Procura di Civitavecchia, ha rilasciato alcune dichiarazioni a “Quarto Grado”:

“Conoscevo Roberto Izzo dal 2005, mi è stato presentato dal mio avvocato. Siamo diventati come padre e figlio. Un giorno Roberto Izzo mi ha detto di aver conosciuto una persona che gli avrebbe cambiato il futuro”.

A proposito della sua prima impressioni su Ciontoli, che gli sarebbe stato presentato proprio da Izzo, Vannicola ha aggiunto: “Una persona molto fredda, molto autoritaria, con la ‘puzzetta’ sotto al naso”. Poi, Vannicola ha ribadito la sua versione dei fatti già fornita a “Le Iene”.

La madre di Marco Vannini, Marina, ospite in studio a “Quarto Grado”, ha commentato:

“Il processo parla della condotta successiva al fatto, io posso solo dire che a aver ucciso mio figlio sono stati tutti e cinque. Noi andremo avanti. Io ho sempre detto che le indagini non sono state fatte bene, mancano ancora tanti tasselli. In quella casa c’erano altre 5 persone assieme a lui. Tutti sapevano che era partito un colpo da arma da fuoco e tutti potevano salvarlo”.

Contattato telefonicamente da “Quarto Grado”, il maresciallo Roberto Izzo ha dichiarato:

“Sono tutte situazioni inventate di sana pianta. La notte che Antonio mi ha chiamato io stavo dormendo. Era l’1 e 15 di notte. Lo giuro sulla testa dei miei figli. (…) Io non ho mai parlato con Davide Vannicola di questa situazione o quantomeno ne ho parlato come con tante altre persone a Ladispoli che mi hanno chiesto cosa pensassi di questo caso. Ci manca solo che qualcuno domattina se ne esca dicendo: ‘Sei stato tu a sparare a Marco Vannini'”.

La madre di Marco Vannini, Marina, ha preferito non commentare le parole del maresciallo Izzo, dicendo solo: “Chi ha sbagliato deve pagare“. Poi, ha lanciato un appello: “Chiunque sappia qualcosa lo dica, ma lo dica in Procura“.

Davide Vannicola, in un servizio mandato in onda sempre nel corso di “Quarto Grado”, ha spiegato perché non ha parlato prima:

“Non era facile parlare prima. Nel 2015 mi è venuta la Guardia di Finanza a casa per fare delle perquisizioni. Io ho avuto un arresto illecito, fatto da un vice comandante dei Carabinieri che non capisce niente”.

“Quarto Grado” ha poi riportato nuove dichiarazioni del maresciallo Izzo:

“È stato Antonio per il semplice fatto che Marco era vivo. Non aveva senso mentire. Chi andava a immaginare che finisse così? La prima cosa che ho chiesto al medico è stata: “Dotto’ che ha detto il ragazzo? Chi gli ha sparato?”. Ma il ragazzo non è riuscito a dire una parola. (…) Io avrei chiesto di sequestrare la casa, per approfondire le indagini”.

In merito alle dichiarazioni di Vannicola, Izzo ha dichiarato: “Sono sereno perché conosco il soggetto“. Poi, ha smentito di avere una relazione segreta con un magistrato come raccontato a “Quarto Grado” da Davide Vannicola. Infine, Izzo ha inviato un messaggio alla mamma di Marco Vannini:

“Marina dovrebbe prendere il coraggio di chiedere il silenzio stampa fino alla Cassazione. Altrimenti, se si continua su questa scia, a Ciontoli gli danno tre anni e, alla faccia del ministro Trenta, tornerà a lavorare”.

Federico Ciontoli, intervistato da “Quarto Grado”, ha commentato così le dichiarazioni di Davide Vannicola:

“Io penso che le intercettazioni siano chiare, non c’è bisogno che io dica altro. E poi ci sono le particelle. Sono tantissime le cose sufficienti per spiegare la verità. Vedrò col mio avvocato perché questa persona ha interesse a dire questa cosa. È normale che qualcuno possa avere dei dubbi, ma mi sembra assurdo che si continui a speculare su chi abbia sparato. Io ho spiegato tutto quello che dovevo spiegare davanti ai giudici, davanti ai pm. Domandare chi ha sparato ha poco senso. Con le prove e con le intercettazioni ambientali mi sembra assurdo. Non si permetta di dire che le armi sono state pulite perché non è vero Dire che tutti sapevano è una congettura”.

La mamma di Marco Vannini ha commentato ancora, sempre a “Quarto Grado”:

“Continuo a ripetere che è la condotta successiva tenuta da tutta la famiglia a inchiodargli. Mi auguro che i giudici in Cassazione guardino con attenzione le carte perché fino ad ora secondo me non è stato fatto”.

Caso Vannini, lo sfogo del testimone Davide Vannicola

Il sito de “Le Iene” riporta altre dichiarazioni di Davide Vannicola. Queste le sue parole:

“Vi ringrazio per il sostegno e credetemi ce ne vuole. Ho subito un travaglio immenso quando ho visto che il processo prendeva una piega diversa dalla verità che mi era stata confidata. Quando ho visto lo speciale (de “Le Iene”, n.d.r.) e mamma Marina sempre più disperata, ho voluto svuotarmi la coscienza. E lo devo per la mia famiglia che mi ha spinto a farlo perché non vivevo più per il rimorso. È stata dura perché ho dovuto dire una confidenza di uno che pensavo fosse il mio migliore amico. Mi viene da piangere anche ora”.

Poi, Vannicola si sfoga:

“Poi da queste parti le cose funzionano così. Le vittime sono martoriate e io ne sono una prova evidente. Ho trasmesso come mio dovere le dichiarazioni all’autorità giudiziaria. Ora spero che gli avvocati di mamma Marina, gli inquirenti e i giudici facciano il proprio lavoro. Io ho fatto quello che la coscienza mi ha detto. Chiedo perdono a mamma Marina se non ho avuto prima questo coraggio e spero di non dovere pagare duramente questo mio gesto visto che in questa storia sono implicate istituzioni forti e intoccabili. Grazie del sostegno. Davide”.

Davide Vannicola, come riporta “Le Iene”, ha smentito di essere già stato sentito dai PM. Intanto, a Vannicola è arrivata la solidarietà di Riccardo Casamassima, il carabiniere che con la sua testimonianza ha contribuito a dare una svolta al caso Cucchi. “Non devi aver paura la Procura ti chiamerà ne sono sicuro. Contattami, ti mando il mio numero in privato, non sei solo” ha detto Casamassima a Vannicola stando a quanto riportato da “Le Iene”.

 

VirgilioNotizie | 10-05-2019 21:20

Caso Vannini, lo sfogo del testimone Davide Vannicola Fonte foto: Mediaset
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