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Saldi invernali 2023: le date regione per regione, quanto spenderanno gli italiani e come evitare truffe

Rispetto allo scorso anno i saldi del 2023 cominceranno con un giorno di anticipo: ecco le date regione per regione e qualche consiglio per evitare truffe

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Tutto pronto per i saldi invernali del 2023. Le date sono state ufficializzate e il prossimo anno si partirà in anticipo rispetto ai saldi del 2022. La data di inizio, infatti, è il 5 gennaio (a differenza del 6 gennaio dello scorso anno) anche se in alcune regioni si comincerà prima. Manca poco, dunque, per cominciare la tradizionale caccia all’affare di inizio anno, anche se ormai giornate di super sconti come Black Friday e Cyber Monday (per l’elettronica) hanno in parte depotenziato l’impatto dei saldi.

Giro d’affari in calo per i saldi

Per i saldi invernali del 2022 Confcommercio aveva stimato un giro d’affari complessivo di 4,2 miliardi di euro, con una spesa media di 119 euro a persona. I segnali arrivati dai saldi estivi sono stati in parte incoraggianti. Dopo un calo nel mese di luglio (-10%) ad agosto, secondo le stime dell’Ufficio Studi di Confcommercio, ogni famiglia ha speso in media 202 euro per un valore complessivo di 3,1 miliardi di euro.

Tuttavia, secondo i dati citati da Assoutenti, negli ultimi dieci anni il giro d’affari legato ai saldi invernali ha subito un calo del 31%, con un crollo di quasi due miliardi di euro. Nel 2012, infatti, il giro d’affari dei saldi invernali era di 6,1 miliardi di euro e la spesa pro-capite era di 168 euro. Le giornate di sconti citate prima, e anche la concorrenza dell’e-commerce, sono ritenute le cause di questo calo.

Saldi invernali 2023: le date regione per regioneFonte foto: ANSA
Nel corso degli ultimi saldi estivi gli italiani hanno speso in media 202 euro a persona

Saldi 2023, le date regione per regione (e le regole)

Come detto, nel 2023 la stagione dei saldi invernali comincerà in generale con un giorno di anticipo rispetto al 2022. Anche se, ovviamente, ogni regione può decidere in autonomia quando iniziare e quindi, in qualche caso, l’inizio dei saldi è stato anticipato di qualche giorno. Ecco il calendario ufficiale pubblicato da Confcommercio con inizio e fine saldi regione per regione:

·      Abruzzo: 5 gennaio (durata 60 giorni).

·      Basilicata: 2 gennaio – 2 marzo (vietato effettuare sconti e promozioni durante tutto il mese che precede i saldi)

·      Calabria: 5 gennaio – 6 marzo (vietato applicare sconti e promozioni nei 15 giorni che precedono la data di partenza)

·      Campania: 5 gennaio (durata 60 giorni, nei 30 giorni precedenti è vietato applicare promozioni)

·      Emilia Romagna: 5 gennaio (durata 60 giorni, vietato attivare promozioni nei 30 giorni che li precedono)

·      Friuli Venezia Giulia: 5 gennaio – 31 marzo (nessun divieto sulle vendite promozionali durante qualsiasi periodo dell’anno)

·      Lazio: 5 gennaio (durata 6 settimane consecutive, vietato effettuare sconti nei 30 giorni precedenti ai saldi invernali)

·      Liguria: 5 gennaio – 18 febbraio (nei 40 giorni che li precedono è vietato effettuare promozioni)

·      Lombardia: 5 gennaio – 5 marzo (vietato effettuare promozioni nei 30 giorni precedenti)

·      Marche: 5 gennaio – 1 marzo (vietate le promozioni nei 30 giorni prima dell’inizio dei saldi).

·      Molise: 5 gennaio (durata 60 giorni consecutivi con divieto di effettuare promozioni nei 30 giorni prima e 30 dopo l’inizio dei saldi)

·      Toscana: 5 gennaio (durata 60 giorni, divieto di effettuare sconti nei 30 giorni prima dell’inizio dei saldi)

·      Piemonte: 5 gennaio (durata 8 settimane consecutive, divieto di effettuare promozioni nei 30 giorni prima l’inizio dei saldi)

·      Puglia: 5 gennaio – 28 febbraio (vietato effettuare promozioni nei 30 giorni prima di questo intervallo di tempo)

·      Sardegna: 5 gennaio (durata 60 giorni, vietato effettuare promozioni nei 40 giorni precedenti)

·      Sicilia: 2 gennaio – 15 marzo

·      Umbria: 5 gennaio – 5 marzo

·      Veneto: 5 gennaio – 28 febbraio (vietato effettuare promozioni nei 30 giorni prima dell’inizio dei saldi)

·      Valle d’Aosta: 3 gennaio – 31 marzo (divieto di effettuare promozioni nei 15 giorni precedenti all’attivazione dei saldi)

·      Provincia Autonoma di Trento: per 60 giorni, con piena libertà dei commercianti di stabilire quando iniziare

·      Provincia Autonoma di Bolzano: date diverse a seconda dei distretti, consultabili sul sito di Confcommercio

Saldi 2023, qualche consiglio per evitare brutte sorprese

Come ogni anno, le associazioni dei consumatori hanno messo a disposizione dei cittadini qualche consiglio. Ecco qualche dritta utile da seguire secondo l’Unione Nazionale Consumatori:

·      Conservare sempre lo scontrino perché non è vero che i capi in saldo non si possono cambiare. Le regole valgono sempre e il negoziante è obbligato a sostituire l’articolo difettoso e, secondo il D.lgs 170 del 4 novembre 2021, il consumatore può scegliere tra riparazione e sostituzione

·      No ai fondi di magazzino. Le vendite devono essere realmente di fine stagione: la merce messa in saldo deve essere l’avanzo della stagione che sta finendo, non fondi di magazzino. Come accorgersene? Stare lontani da quei negozi che avevano i ripiani semivuoti prima dei saldi e che poi si sono magicamente riempiti dei capi più svariati

·      Confrontare i prezzi. Non fermarsi mai al primo negozio, ma confrontare i prezzi di più esercizi. A volte basta un giro in più per evitare l’acquisto sbagliato o per trovare prezzi più bassi. Nei giorni che precedono i saldi si può a curiosare nei negozi, segnando il prezzo della merce che interessa

·      Diffidare degli sconti esagerati. Gli sconti superiori al 50% spesso nascondono merce non esattamente nuova o prezzi vecchi gonfiati

·      Servirsi preferibilmente nei negozi di fiducia o acquistare merce della quale si conosce già il prezzo o la qualità, così da poter valutare autonomamente la convenienza dell’acquisto

·      Negozi e vetrine. Controllare il prezzo e non acquistare nei negozi che non espongono il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo e la percentuale dello sconto, anche se in alcune regioni non è obbligatorio farlo. Il prezzo deve essere inoltre esposto in modo chiaro e ben leggibile. Controllare che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pieno. La merce in saldo deve essere separata in modo chiaro dalla “nuova”.

·      Prova dei capi: non c’è l’obbligo. È rimesso alla discrezionalità del negoziante. Ma il consiglio è di diffidare di quei negozianti che non vogliono far provare i capi di abbigliamento

saldi-invernali-2023 Fonte foto: ANSA
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