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Pesce spada ritirato dai supermercati per troppo mercurio: scatta l'allerta alimentare per rischio chimico

Il Ministero della Salute ha richiamato un lotto di pesce spada dai supermercati italiani per una quantità eccessiva di mercurio: quali sono i rischi

Di: VirgilioNotizie | Pubblicato il:

Troppo mercurio. Il pesce spada del marchio Noriberica è stato richiamato per la presenza dell’elemento chimico oltre i limiti ammessi. Si tratta di trance di pesce spada mezzaluna surgelate. Il richiamo è stato disposto dal Ministero della Salute, il 5 maggio. Ecco cosa fare se avete acquistato il prodotto.

Qual è il lotto con il mercurio

Il Ministero della Salute, nella sua nota informativa, ha spiegato che il lotto di pesce spada ritirato è il numero P22-059-76.

È stato prodotto in Spagna, nello stabilimento di Pontevedra della Congelados Noriberica.

La data di scadenza del lotto in questione è 30 settembre 2023.

Cosa fare se si è acquistato il pesce spada richiamato

Se avete acquistato questo lotto di pesce spada, la raccomandazione delle autorità sanitarie è di non consumarlo.

È invece opportuno riportarlo immediatamente al punto vendita.

Cosa succede se ingeriamo troppo mercurio

Come spiegato dal sito dell’Humanitas, il pesce spada può contenere mercurio organico (metilmercurio) che è in parte presente nell’ambiente naturalmente e in parte è dovuto all’inquinamento. I grandi pesci predatori, come il pesce spada, ne accumulano maggiormente.

Data la presenza di metilmercurio nelle carni del pesce spada, le donne in età fertile, in gravidanza o in allattamento e i bambini è bene non ne consumino più di una porzione alla settimana (100 grammi).

Gli esperti ritengono che la maggior parte del mercurio che finisce nei mari provenga dalle emissioni derivanti dalla combustione di combustibili fossili che si disperdono nell’atmosfera e, attraverso le piogge, in mare aperto: lì il mercurio viene assorbito dai pesci attraverso la catena alimentare.

L’ingestione di elevate quantità di metilmercurio può provocare:

  • paralisi a mani e piedi;
  • debolezza muscolare;
  • danni alla vista;
  • danni all’udito;
  • coma (nei casi più gravi).

Noriberica recidiva: quando a essere richiamato fu il tonno

Non è la prima volta che la Noriberica viene attenzionata dal Ministero della Salute italiano.

Il 5 aprile 2019, infatti, il lotto P19-039-18 di scaloppine di tonno a pinne gialle, prodotto nello stabilimento spagnolo di Vigo, era stato richiamato per la presenza di istamina superiore ai limiti consentiti.

In quel caso l’indicazione delle autorità era stata altrettanto chiara: non consumare il prodotto e riportarlo nel punto vendita di acquisto per ottenere il rimborso.

Quel lotto, all’epoca, era stato distribuito solamente ai punti vendita del Nord Italia, come spiegato nella scheda di richiamo.

pesce-spada Fonte foto: iStock

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