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Mottarone, Eitan rapito e portato in Israele: indagata anche la nonna

Proseguono le indagini sul rapimento del piccolo Eitan Biran, 6 anni, unico superstite dell'incidente in funivia: il nonno non avrebbe agito da solo

Non avrebbe agito da solo Shmuel Peleg, l’israeliano che ha rapito il nipote Eitan Biran. Il bambino di sei anni è l’unico sopravvissuto alla tragedia del Mottarone, in cui ha perso i genitori e il fratellino, con cui viveva in Lombardia, e i bisnonni. Affidato alle cure della zia paterna Aya, residente nella provincia di Pavia, il piccolo è al centro di una lotta per la custodia che ha spinto il nonno a portarlo con sé a Tel Aviv.

L’ex militare 58enne è indagato per sequestro di persona aggravato. Sul registro degli indagati, riporta il Corriere della Sera, è ora stata iscritta anche l’ex moglie Esther Cohen, la nonna materna di Eitan.

Mottarone, Eitan rapito e portato in Israele: la ricostruzione

Gli investigatori stanno cercando di capire come l’uomo sia riuscito a eludere il divieto di espatrio. Finora la Procura di Pavia ha ricostruito i movimenti di Shmuel Peleg da Travacò Siccomario, dove risiede la famiglia di Aya Biran, tutrice legale del nipotino, fino all’aeroporto di Lugano.

Poco dopo le 11.30 dell’11 settembre, il 58enne sarebbe andato a prendere Eitan per uno degli incontri autorizzati dal giudice tutelare, a bordo di un’auto noleggiata al suo arrivo in Italia, dopo l’incidente della funivia.

I suoi legali italiani hanno dichiarato che l’uomo avrebbe visto il bambino in “cattive condizioni mentali e fisiche“. Avrebbe agito “d’impulso, stando ai suoi difensori, decidendo di portarlo in un ospedale di Tel Aviv per farlo sottoporre a visite mediche specifiche.

In poche ore avrebbe percorso l’autostrada fino al confine con la Svizzera, superato probabilmente a Chiasso. Poi arrivando all’aeroporto di Lugano, e acquistando i due costosi biglietti del volo diretto a Tel Aviv nel pomeriggio.

Mottarone, Eitan rapito e portato in Israele: cosa non torna

Shmuel Peleg avrebbe dunque eluso i controlli almeno due volte, nonostante il Tribunale di Pavia avesse diramato in tutta l’area Shengen, e quindi anche in Svizzera, il divieto di espatrio per il bambino.

Per gli inquirenti è improbabile l’ipotesi che il 58enne abbia agito senza pianificare il rapimento di Eitan con largo anticipo e non regge lo scenario di un nonno disperato aiutato solo dalla ex moglie, tornata prima in Israele, e che sarebbe stata in passato vittima di maltrattamenti da parte dell’uomo.

Secondo quanto riporta il Corriere della Sera, sembrerebbe confermata l’ipotesi che siano coinvolte figure dei servizi segreti israeliani, ai quali apparterrebbe un fratello della donna. Per fare chiarezza sulla vicenda, la Procura potrebbe presto avviare una rogatoria in Svizzera.

VirgilioNotizie | 14-09-2021 09:13

Incidenti in funivia, dal Cermis al Mottarone: i più gravi Fonte foto: ANSA
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