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Fondazione Gimbe, il monitoraggio delle regioni: nuovi dati

Quali sono le regioni con le spie rosse e qual è andamento dei nuovi contagi nell'ultima settimana: il report della Fondazione Gimbe

Come ogni giovedì, anche questa settimana la Fondazione Gimbe ha diffuso i dati del suo monitoraggio indipendente, che ha registrato l’andamento della situazione Covid in Italia tra il 5 e l’11 maggio 2021. I ricoverati con sintomi sono diminuiti di 3.239, pari al 17,8%, e i ricoveri nelle terapie intensive sono diminuiti di 371, pari al 5,1%. Nella stessa settimana i nuovi casi si sono ridotti del 19%, a 63.409 contro i 78.309 di quella precedente e i decessi sono diminuiti del 15,4%, a 1.544 da 1.826.

Secondo Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, “l’ulteriore calo dei nuovi casi settimanali riflette gli ultimi effetti di 6 settimane di un’Italia tutta rosso-arancione”. Tuttavia, ha osservato, continua a salire leggermente l’Rt medio che rispetto al valore di 0.85 della scorsa settimana ha raggiunto lo 0.89.

La situazione negli ospedali: le spie rosse di Gimbe

Per quanto riguarda la situazione negli ospedali, “si allenta ulteriormente la pressione sia per la minore circolazione del virus che per i primi effetti della elevata copertura vaccinale negli over 80”.

Solo la Calabria supera la soglia di allerta del 40%. In terapia intensiva, dal picco raggiunto sempre il 6 aprile (3.743) rimangono occupati 2.056 posti letto, con una riduzione del 45,1% in 35 giorni. La soglia di saturazione del 30% risulta superata, seppur di poco, in Lombardia e in Toscana (32%).

Vaccini, Italia “Pfizer-dipendente”: allerta Gimbe

A un mese e mezzo dalla fine del semestre, ha osservato il presidente Gimbe Nino Cartabellotta, “devono essere ancora consegnate circa 50 milioni di dosi, quasi due terzi di quelle previste dal piano vaccinale, in una campagna vaccinale che sta diventando sempre più ‘Pfizer-dipendente’“.

Cartabellotta ha osservato poi che a fronte della alte percentuali di over 60 non ancora coperte dalla prima dose del vaccino, “da un lato si offre alle Regioni di aprire sino ai 40 anni per non rallentare le somministrazioni, dall’altro non si rendono noti i numeri di mancate adesioni e rifiuti selettivi di AstraZeneca, che hanno ‘costretto’ ad estendere l’intervallo della seconda dose dei vaccini Pfizer e Moderna sino a 42 giorni con il solo obiettivo di supplire alla carenza di dosi di vaccini a mRNA”.

VirgilioNotizie | 13-05-2021 13:24

Nuovi colori delle regioni, cosa cambia dal 17 maggio: le ipotesi Fonte foto: ANSA
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